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I'm a material boy

1.
Perché ti piace masturbarmi ? Mi masturbi sempre quando puoi o vuoi che lo faccia io, mi domando perché.."
In effetti era vero, andava sempre così a letto con mia moglie.
Se poteva scegliere di giocare lei, allora si faceva sempre in questo modo : io nudo steso a pancia in sopra e pene in evidenza sguaiata dalle mie cosce allargate al massimo, lei al mio fianco sinistro in reggiseno e mutandine a prendermi delicatamente il pene per un suadente,  meticoloso, lentissimo su e giù della pelle del mio prepuzio. Con le mie mani al massimo a toccarle un seno o una chiappa e nessuna penetrazione. Lei finiva col godere strofinandosi la vulva alla mia coscia nuda mentre la sua o la mia di mano finiva di robusta eiaculazione la solita erezione.
Col tempo avevo imparato ad erotizzare questa situazione. Ed a farmela bastare.
Ora che lei non me la desse ne andavo quasi fiero. E a letto glielo avevo, naturalmente, anche fatto capire.
Fu così che un giorno decisi di osare oltre. E mi feci trovare nudo con il suo perizoma rosso ultrafemminile indosso.
"Non era questo che in fondo cercavi, cara ? Non era forse un'amica e non un maschio che volevi dal tuo uomo ? "

2.
"Epperò..lo sai che stai bene, ti dona essere un'amichetta..".Si, doveva starmi proprio bene quell'intimo femminile su di me, nudo, maschio, villoso e comodamente adagiato sul letto a guardarla camminare ed avvicinarsi.
In reggiseno e mutandine neri, e calze ancora indossate, tacchi del lavoro e un rito di svestizione che ciondolava, quella sera, più pigro che mai.
Con una smorfia di sberleffo divertito, si slacciò da sola il reggiseno e con un balzo però a sorprendermi vicina a me su quel letto, anziché continuare.
"Eh, si, mia cara, mi ci voleva proprio una amica del cuore alla quale confidare tutto e fare le coccole..certo tu, con tutti questi peli, sei decisamente più brutta di me, non sarai mica gelosa della mia bellezza ? ", e così miagolando mi ostentò in un osceno movimento di bacino il suo culo tondo e sodo, sorridendo del fatto che non sarebbe stato molto coerente con il mio nuovo "sesso" anche soltanto pensare di poterne profittare.
"Ah, quanto mi piacerebbe ci fosse mio marito qui, Simona..è partito, perciò stai qui tu adesso e non lui, mi farai compagnia mentre lui sarà assente, vedrai sarà bello e ci divertiremo, ho tante cose da dirti come a una sorella".
E difatti così fu, per svariate ore un fiume in piena di confessioni femminili e pettegolezzi su parenti, colleghi, amici, sempre lei mezza nuda in topless e culo sott'occhi ed io con 'sto tanga rosso a placcare il pene completamente rientrato in se stesso e mortificato sia dalle chiacchiere che da quel tessuto femmineo.
Fu proprio quando pensai di passare all'incasso della seratina che lei si rannicchiò sotto le coperte, disse che il "pigiama party" era stato davvero notevole e rilassante e che ora avrebbe dormito perché aveva sonno.
Istintivo e irrefrenabile fu l'impulso.
La sentii piangere mentre, dopo averla ricoperta di improperi ed averle gettato nel cassonetto dei rifiuti quel suo merdosissimo mutandino, mi accingevo nella stanza della Tv a cercarmi ostentatamente una telefonista hard da chiamare.
Poche chiacchiere, beninteso…

Pubblicato il 26/1/2006 alle 14.2 nella rubrica Versi infamanti.

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