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Adesione al pride 2008

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Roma, martedì 27 maggio 2008

Care e cari,

mi chiamo Dacia Valent, sono una compagna, di Roma, e vi scrivo in quanto portavoce nazionale della IADL (Islamic Anti-Defamation League), una piccola, radicata e tenace organizzazione musulmana devota al lobbying in favore delle minoranze etniche e religiose, con sede a Roma.

Questa è la nostra adesione al Pride Nazionale di Bologna e ai Pride di Roma, Biella, Milano e Catania.

Aderiamo perché mai come in questo periodo della nostra storia recente c’è stato bisogno di persone che testimoniassero con la loro stessa esistenza l’adesione ad un modello di società libera e aperta, rispettosa di tutti e di ciascuno.

Adesione IADL al Pride 2008Aderiamo con il cuore e la testa alla piattaforma del Pride: la lotta contro le discriminazioni, contro la violenza e l’intimidazione basate - oltre che sulla razza, la religione, l’appartenenza nazionale - sull’orientamento sessuale delle cittadine e dei cittadini, sulla loro [e nostra] maniera di esprimere l’affettività, la sessualità e l’identità di genere, è una priorità.

Sono trascorsi quasi sessant'anni dai gravi fatti di Stonewall, e grazie alla protesta che ne scaturì, capeggiata all’epoca dai transessuali vessati dalla polizia fascista e dalle istituzioni inerti e indifferenti se non addirittura complici, e da molti considerata - come alcuni fanno oggi - troppo “pittoresca” e “folkloristica” e magari anche “imbarazzante”, molto avete ottenuto in termini di diritti in tutto il mondo, dall’Europa all’Asia, dalle Americhe all’Africa e all’Oceania. E di questo vi ringraziamo.

Molto però c’è ancora da fare, pensiamo agli omosessuali e transessuali spesso discriminati, e ancora oggi uccisi sulla base di leggi liberticide e disumane, e il nostro pensiero vola alle associazioni GLBTQ di credenti musulmane e musulmani - come ad esempio Al-Fatiha - a cui speriamo si dedichi uno spezzone del corteo e una riflessione che non voglia demonizzare l’Islam bensì riconosca il lavoro - duro, durissimo - che le musulmane e i musulmani GLBTQ svolgono, in quasi completa solitudine da molti anni.

Ma, molto c’è da fare anche qui.

Per questo, il gruppo dirigente della IADL (Islamic Anti-Defamation League) - anche a nome di tutti i nostri sostenitori - crediamo, sosteniamo, ci battiamo e ci batteremo affinché i diritti civili di un popolo di cui facciamo anche noi parte, vengano garantiti, e tra questi:

· il riconoscimento delle unioni di fatto;

· il diritto al matrimonio

· il diritto di adozione;

· il riconoscimento dei diritti legati all'orientamento sessuale, l'identità di genere e il diritto alla genitorialità di tutte le persone GLBTQ;

· la lotta alle discriminazioni e alla violenza omofoba e transfoba.

· il diritto d’asilo per le persone gay provenienti da paesi - siano questi a maggioranza musulmana, cristiana o animista - dove l’omosessualità è considerata un reato.

E per questo fare non ci richiamiamo a testi stravaganti ricoperti di “lustrini” o “imbellettati”, ma alla NOSTRA Costituzione della Repubblica. Perché abbiamo tutte e tutti il diritto di vederci garantire dalle Istituzioni una vita piena, una vita felice, una vita normale.

Nessuno chiede più di quanto i nostri Costituenti hanno conquistato con la lotta antifascista, e che voi rivendicate mirabilmente nel documento programmatico di questa giornata di festa e riflessione.

Purtroppo in Italia si è ben lontani dall'assicurare tali garanzie, forse perché siamo in presenza di un clero altamente invasivo [come viene imputato alle peggiori “repubbliche islamiche”], o forse è dovuto all’avanzare della destra post-fascista, ormai largamente maggioritaria nelle istituzioni, o magari dipenderà dalla complicità di un centro-sinistra che negli anni si è dimostrato decisamente inadeguato a rispondere alle esigenze di una larga parte della popolazione in Italia, compresa quella legata alla realtà GLBTQ, appunto.

Noi siamo coscienti che nella nostra Comunità Musulmana - di cui non siamo espressione ufficiale ma una semplice e piccola goccia in un oceano - esistono sensibilità diverse rispetto alle questioni poste dall’esistenza di istanze di libertà e uguaglianza come quelle che verranno formulate nella giornata del Pride.

Ma ci rendiamo anche conto che la lotta contro ogni forma di razzismo è fondamentale per costruire, affermare e consolidare la civiltà di una nazione e deve riguardare la tutela che ognuno di noi riuscirà a garantire “all’altro” da sé, perché noi asseriamo con forza che non è vero che la nostra libertà finisce dove inizia la libertà “dell’altro”.

No.

La nostra libertà esisterà fino a quando noi assicureremo con le nostre azioni la libertà “dell’altro”. Chiunque esso sia.

Ecco, è per questo che la Lega Islamica Anti-Diffamazione aderisce alla Stagione del Pride del 2008: perché alla morte preferisce la vita, al buio preferisce la luce, al fascismo preferisce l’antifascismo, alla nozione di “peccato” indotto dal fanatismo religioso preferisce la libera scelta dei credenti e dei non credenti, alla noia preferisce l’impegno, ma soprattutto perché da qualche parte si deve cominciare a ricostruire, e questo “cantiere pensoso e colorato” ci sembra un luogo decente da cui cominciare.

Saremo presenti ovunque, il 28 di giugno, e i nostri blog daranno ampio risalto ad ogni parte della manifestazione, dai convegni ai cortei, dai concerti alle feste alle commemorazioni.

Alcuni saranno presenti perché gay, lesbiche, bisessuali, transessuali o “questioning”, ma tutti noi parteciperemo perché sappiamo nel profondo dei nostri cuori e delle nostre anime che non è necessario esserequalcosa” per sentirsi parte in causa, o parte del progetto di una vita bella da vivere.

Ci saremo perché si tratta di difendere la memoria, di assicurare la libertà, di lottare per l’uguaglianza e di garantire a tutti il diritto alla felicità.

Grazie per ciò che state facendo, impareremo anche da voi.

Per la IADL (Islamic Anti-Defamation League),

On. Dacia Valent

Pubblicato il 27/5/2008 alle 9.15 nella rubrica Cultura moderna.

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