Blog: http://ricchiuti.ilcannocchiale.it

Adda venì Marione

Adda venì Marione

E’ terribile cadere nelle mani del Dio vivente (Histoire d’O)


La vita è cchiu strana ra ‘mmerda, sentenziava così l’amabile boss parte partenopeo e parte amerikano, destinato, ricorderete spero, ad un luminoso futuro di crivellato di colpi in una limousine di lì a poco, del tormentone per eccellenza, vent’anni e passa e C’era una volta si in Amerika, del genio volgare di Sergio Leone. Voi pensate solo a cosa significhi dover scrivere un pezzo sulle primarie del Partito Democratico, inevitabilmente, per la gioia fondata degli spettatori indignati e la speranza infondata degli spettatori disoccupati e in cerca di disoccupazione, truccate. Un pezzo, altrettanto inevitabilmente, tutto falso moralismo e cotillons, perché qui a Napoli non ci scandalizziamo di niente giudicando tutto e ci aspettiamo sempre il premio. Dico, farne uno di questi “cape d’angelo” e ritrovarsi, alle sette di sera del giorno prima l’annunciazione che il re del Pd in Campania è nudo ma i brogli ci vedono benissimo, senza neanche sapere se e dove e come e chi, il chi come perché dove quando di ogni buon giornalettista, si voterà, qui a NeOldNapoli. Boh. Siamo quasi alla vigilia e non si sa ancora come si voterà, come liberamente si esprimerà la nostra scelta nazionale y regionale, cioè vale a dire che non si sa ancora come si siano messi d’accordo per farci votare. E cosa, quale delle stecche. La cosiddetta merda degli imbrogli e della corruzione, quella che concima il territorio, c’è, se ne sente già il puzzo, ci sarà ma non si sa a che ora e punto delle nostre vite prenderà la sua mercede. Lo ha rivelato lo stesso Giordano, coordinatore regionale per la Campania di Generazione U, non si ha idea precisa dei seggi e delle liste al punto che persino il call center nazionale, al sentir Campania, scoppia in una fragorosa risata e monito. Se stanno a massacrà. Giusto. E’ verissimo, qui si fa sul serio, non come da voi altri in Italia. Qui sono scesi in campo gli eserciti regolari delle vecchie battaglie di potere per riaffermare il primato della spartizione preventiva di quel che non verrà ma non perché non ha futuro. Ma perché conosce, e conoscerà, solo un eterno presente. Qui non si scherza mica con la bella politica, qui si sta attentissimi a non fare scherzi alla politica quella vera. Vinceranno i soliti noti, ovverosia chi vince già. Gli altri, quelli che (si) contano e perderanno, non fanno che mettere le mani avanti, mentre quegli altri le mettono in tasca, a fare le dolenti pie.I cari ragazzi di Gen.U mi fanno tenerezza, sono bellissimi come fuoricorso, fuori corso come le vecchie ggiovani lire in exile on main street, e le colonne dell’Amor, sono con loro per carità. Ma dalle mie parti non prenderanno, cari ragazzi non prenderete (e lo sapete) un solo voto. E per sfortuna mia chissà, sono in trattativa, se manco il mio.
Dicevo voto della lista in collegio, non ex-voto della busta piena nella mia tasca eh, a proposito di siffatto post, che avevate capito barra insinuato.
E allora andiamo al dunque. Ci è bastato fare le lavandaie dei panni sporchi, fuor dalla famiglia, in un simpatico post di gossip come questo. Ci è bastato metterci all’ascolto, senza snobismi incomprensibili, nei ballatoi e lavabi dove le cosiddette cose sporche vengono create per essere appunto appositamente ripulite. Prove non ce ne sono, ovviamente, e come potrebbero essercene, ma prove de che ?. La merda, come Dio, non si prova, esiste, e c’è chi pure dice, pazzo intelligente, che fa bene al ciclo della vita (e dagli torto). C’è addirittura pure chi ne dice male, e non sono certo io (che lo dico meglio). Ma le verità di popolo, da lavandare e dunque fatte di pulito, le puoi raccogliere anche mettendo l’orecchio rasoterra facendo proprio come gli indiani con ogni senso. Le verità che arrivano di mano in mano di seconda o terza mano prendetele come esempio di simpatica, santa e asseverante catena di solidarietà. O come anticamera, di disimpegno, del sospetto.
Altro che pacchi di pasta di Latorre, qui dalla torre si buttano solo le profferte (anche di pacchi), false, vere o tutte le mezzo destre e tutte sinistre che possiate immaginare.
Altro che pasta, qui è proprio una annunciata pastetta. Pare che De Franciscis, il candidato di Caserta e dintorni, incapace a nulla, stia spendendo e spandendosi promettendo nuovi e succulenti condoni “demaniali”. Chi ha costruito in passato su demanio pubblico ha venduto e chi ha comprato tra poco rivenderà a prezzi esorbitanti. Pare che Iannuzzi detto a Ruspa (no, quello è De Luca, professione sponsor) o era Piccolo (boh), tanto è lo stesso, abbia in cantiere, appunto, mille nuovi cantieri. Lavori inutili, ovviamente, come quelli per i tram che se altrove son Paleozoico a Napoli sembrano la nuova frontiera, altro che metropolitana la quale infatti langue. Si sussurra, i bene informati, che Bassolino, padrone della concessionaria per la riscossione più iniqua ed inefficiente d’Italia, la Gestline, padrone insieme alla moglie di Mastella, stia liquidando la massa creditoria dei morosi vip, i caporioni che si sono autofinanziati non pagando le imposte e la previdenza sociale, un tanto al kg, ovvero un tanto al voto-foto-tessera, in primis, a queste primarie, con il trucco di ridisegnare il vecchio ente in una concessionaria nuova di zecca, la Equitalia. Questa trasformazione ovviamente è scattata in tempi sospettissimi e consente, da antica prassi delle volturazioni dei debiti fiscali, di rottamare parte dell’archivio morosi inesigibili con la scusa che costi più gestirlo, per la nuova società che avanza, di quanto possa realisticamente rendere cercare ancora di recuperare i soldi. Il salto a “inesigibile” è presto fatto, a un euro, e il debito, di fatto cancellato. Eh si, perché lo stato ridarà i soldi delle cartelle non riscosse al concessionario e non riaccenderà mai più la pratica. Niente debiti, niente azione penale, e si può ricominciare.
Ma sull’asse Mastella-Bassolino il gossip non s’interrompe qui.
Si sussurra, questa volta forte, che dietro la riapertura “ a sorpresa” del bando chiuso Arpac, dietro l’allargamento dei posti ad orologeria di un carrozzone inutile come l’Agenzia in questione, feudo incontrastato da sempre del Clemente, ci sia addirittura non solo l’odioso patto catto-comunista-camorrista di sottobosco ma addirittura, addirittura de più, una vera e propria espressione di quella politica alchemica di formulette che ci piace tanto potendosi contare per l’occasione anche l’inserimento della sinistra radicale del Ministro Pecoraro. Robetta che scommetto quel che volete diverrebbe, fosse presa sul serio, roba serissima, da grande quotidiano di fanta-politica, da editoriali di Giavazzi e Panebianco, una robina che forse forse Kubrick, della serie come ti preparai la nuova Grosse Koalicsciòn partendo da una stecca. Direbbe Verga, correggendomi, che Robba.
Certo, in fondo non vi abbiamo detto niente (e niente voi sapete). Solo pissi pissi
dal vostro bau bau. Ma facciamo pure finta che sia tutto verosimile. Un giudizio, col tono di quello universale, occorre.
Che scandalo, che schifo, ma che volgarità.
Eh, Adda venì, Marione.

Get this widget | Track details | eSnips Social DNA


..

versione originaria di questo



Pubblicato il 14/10/2007 alle 13.55 nella rubrica Archivio.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web