Blog: http://ricchiuti.ilcannocchiale.it

Morte di un giornalettista- Cap. 8, Bandiere rosse rispuntarono a Poggioreale

Conto otto, ben otto, veicoli in assetto militare di controllo. Quattro camionette pesanti e piene dei carabinieri, i più fanatici come al solito. Armati di tutto punto, attenti, sguardo fisso, massicci e incazzati. E quattro le vetture poliziotte, sciamannate a portiere aperte, un gran caldo e la gran noia, gli sbirri in pizzeria senza contare le guardie carcerarie. A spiare sù dai tetti, come ai tempi di rivolte, materassi in fiamme dove a bruciare erano il '68 della riforma carceraria.
Il corteo in realtà è fermo. Si rizza statico all'angolo della chiamata, lì dove la sera chiamano a gran voce i detenuti, parenti, amici, amanti, amiche. Una parola di conforto, una cantata per la vita. Voglia d'assaltare il carcere saltami addosso. Che per fortuna è dai tempi di Rimbaud che per Io s'intende l'Altro.
Le bandiere sventolano, garriscon le bandiere belle direbbe Pasolini poesia e spia alla polizia, macchè, quali bandiere, quale plurale. Una ce n'è ed è ornamentale. Però ragazze ce ne sono, giovani e forti. Gridano all'altoparlante contro le ispezioni carcerarie, il sopruso dentro, spacciano forza, rompono omertà sul 41 bis, vergogna dell'Italia. Si. Sveglia.
Sveglia. Quel 41 bis donato a mafiosi, pure gli esterni, e terroristi, pure i semplici scontenti. E gridano contro l'ingiustizia, la mala carne dei carcerati spoliata d'ogni sangue del diritto, gridano per Fabio e Mauro a Poggioreale, l'altro compagno al 41 bis di Secondigliano. Fanno alito di vento ai poliziotti che si asciugano il sudore. Un camorrista, come allora nei '70, passa e dice, la meglio gioventù. E alle divise, s'asciugasse pure questo, sputa, ppù. 

Pubblicato il 30/6/2007 alle 19.26 nella rubrica Morte di un giornalettista.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web