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Morte di un Giornalettista-Cap. 7, Storia di un anno

Una sera chi doveva scoprire l'amore incontrò un ragazzo gentile. Sul campo era un lampo. E guardarlo era uno shock. Nell'Italia dei fruttaroli romanisti che avevano speso a vuoto assegni per truccare le World Series della Serie A, venne la Germania di Bernd Schuster, il più grande e disperante robot ariano dai tempi della strage delle Ardeatine. Una falcata bionda, la geometria che si voleva e non s'era avuta a Via Fani due anni appena prima. Poi passò in Spagna, per soldi a Barcellona diventò Ciuster l'alemano e durante il rapimento Quini tacque, durante il doble Maradona giacque. La moglie manager, Gabry, a Barcellona la chiamavan puta rubia per indicare in un sol termine lei con il marito in braccio. Vinse uno scudetto quando gli smobilitarono i talenti maradonici e gli costruirono intorno, agli ordini un inglese e al braccio uno scozzese, una compagnia di piccoli attoruncoli in costume intravisti sulla strada delle fasce al primo infrangere la composta tenerezza dentro il bosco di rigore. Viveva lupo in mezzo ai campi, isolato dal festino, facendo cadere nonostante tutto all'altezza del dischetto tanti angeli dal cielo, a Siviglia con lo Steaua nello stadio Forza Spagna non riuscì a fermare un calcio di rigore. Fu dichiarato pazzo. Per un anno intero. Il prossimo.

Pubblicato il 30/6/2007 alle 17.45 nella rubrica Morte di un giornalettista.

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