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App. col sent-22/05/07-

a cura del Sor Ricchiuti

Ho visto il filmato del Sex and Crimes, il Sesso, bugie (?) e videotape, in Vaticano.
E, tranquilli, non mi sono annoiato. Perché mai. C’era, ad esempio, giusto all’inizio, il prete pedofilo dichiarato e condannato che faceva le facce, faccette e faccine. Divertente. Ci faccia mentre commetteva il reato-peccato, Zac o, meglio, Ciak, quello se la faceva, ci faccia mentre concupiva la ragazzina, Ciak, e quello se ne faceva un’altra. Ed altri ancora, bla bla, zac zac, etc. Bene così. Il filmato tanto ormai è come la Titina. C’è chi laico l’ha linkato, e basta, solo perché non sapeva rinunciare a due etti di verbosità. Senza se, senza Ciak e neanche un ma. E chi ateo e grosso, ma non pesante nei riflessi, l’ha fregato. Mettendo direttamente il video con due, utili e svelte, righe di circostanza. Alla fine tutti lo vedono ma dove c’è chi lo presenta bene con i distinguo e la battaglia webbica di libertà. Questo significa metter cappello, anzi pantofola, sulla pietra dello scandalo, secondo la più facile delle obiezioni. Ma siamo seri. Si fa politica in Italia contro la Chiesa ? No e la deve fare proprio lui, l’unico che si prenda la briga di fare servizio completo, opinione propria, e coraggiosa perché controcorrente, e fatto ? I panni sporchi non si lavano in famiglia, ma c’è chi se li sporca, per paura di non dire tutto, gli dovesse scappar un dubbio, per molto meno.

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Pubblicato il 22/5/2007 alle 14.14 nella rubrica Appuntamento col sentimento.

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