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Un articolo perfetto. Per davvero.

Andrea's version

Un articolo perfetto, ieri. Capita di rado la lettura di articoli perfetti come quello dove Alberto Statera signorilmente inorridisce di fronte agli imprenditori ladri (probabilmente) ma di sicuro cafoni. Tipo Danilo Coppola, passato “dalla borgata Finocchio al palazzo settecentesco di Mediobanca, passato da Torpignattara al Lingotto, accanto ai Canaletto e ai Gustav Klimt collezionati in una vita da Gianni e Marella Agnelli”. Dicasi in una vita, signora mia. Ha infilzato tutti i parvenu e tutti i grandi cafoni, Statera. Uno dopo l’altro. Da Ricucci a Ligresti, da Ventriglia a Zunino, da Farina a Sindona e da Dell’Utri a Fazio. Anche il figlio di Dell’Utri, ha infilzato, colpevole nientemeno, “di aver distribuito un film della signora Ricucci, alias Anna Falchi”. Un articolo davvero perfetto. Dove infilzando l’ennesimo cafone, vale a dire il banchiere Guido Calvi, Statera ha enumerato con vigorosa professionalità tutti coloro i quali con Calvi fecero affari. Il Vaticano, non a caso, lo Ior e la banda della Magliana. Non ha commesso errori, Statera. Egli ha evitato con consumata perizia la facile trappola di infilzare Carlo De Benedetti perché fece sì qualche affare con Calvi, ma cafone non era.
(03/03/2007)

Pubblicato il 3/3/2007 alle 23.46 nella rubrica Andrea's version collection.

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