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01-autunno/inverno 2006

Le mie due previsioni estive si son concertate e realizzate solo per metà.E non per colpa mia ma per colpa della metà, dicono, "giusta".Quella che ha a che fare con la giustizia italiana, tutta roba poco seria ma l'istesso con i morti ammazzati.

Mentre Nasrallah si proclamava vincitore morale, del che era facile chè bastava aspettare, grazie a due foto truccate, due soli quartieri bruciacchiati e a tre mazzette di dollari falsi come i paisà Zii d'America del '45 sparsi nei loro cannoni, della perdita di tre quarti degli effettivi mentre intorno incombe la sciagura per la sua parte, vedi resa dei conti prossima ventura con le falangi cristiane ed il clero sciita libanese a voltarsi come in carcere dall'altra parte per mere ma auliche ed austere questioni di leadership religiosa con i preti di Teheran sotto l'egida e la copertura diplomatica degli impotenti col casco blu, mentre per una nuova Sabra e Chatila, speriamo quantomeno più autentica, genuina ed esiziale di quella patacca taroccata passata alla storia, non ci resta che piangere, altrettanto faceva il signore Cobolli Gigli e quel comitato d'affari deputato alla svendita del brand Juventus seduto nel Cda.
Rinunziando al ricorso al Tar, che nel merito si sarebbe pronunciato eccome, abbiamo assistito in diretta al primo finto suicidio per onor del vero.Ed amor del troppo furbo, che come il troppo bene alfin ti strozza.
 
Come ogni estate, ho tenuto un diario estivo che come ogni Settembre non pubblicherò.Ho letto il libro della Rossanda e se è vero, come pensarlo, che la signora non adoperi ghostwriter, come invece ho letto faccia Veltroni, vien voglia a tradimento di elogiare un bel pezzotto.
Je ne regrette rien.

Pubblicato il 4/9/2006 alle 15.14 nella rubrica Politicamente corretto.

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