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Volevano rifare Tangentopoli

Volevano rifare Tangentopoli.E invece rifanno la Moviola.
Considerazioni critiche sulle domande ai teste e loro utilità a parte, a parte che son pleonastiche, le critiche, oggi registriamo che Borrelli ha qualche idea, già qualche risultato e che trarrà conclusioni.L'altra volta in Tv parlava di rete, probabilmente avrà tra l'altro domandato al terzinaccio di turno nel derby tal dei tali se era vero goal, maybe...
Che DeSanctis gioca duro e bene, di incompetenza territoriale ne son morti più processi che cristiani.
Che Geronzi il banchiere di Carraro non sa niente e di Carraro il banchiere decisore di tutto il calcio, forse ancor dall'Annunziata a vergognarsi degli altri, non se ne sa più niente .
Che sul Foglio è apparso copincollato da Micromega un tavolame rotondo come la palla Travaglio/Ferrara e altri.
Del quale abbiam sinora colto soltanto l'appello di Giuliano alla morale del frate in Cinquecento saeculorum, quella dell'uomo che c'è e non che ci dovrebbe essere, tristamente nota anche dalle mie parti.
Semmai ne riparliamo.Ma lodiamo comunque la bella extraterritorialità senza confini, barriere e ca vans dire manette di un confronto a tutto campo tra Irriducibili del Pensiero Forte.
Nel frattempo beccatevi, come sempre senza Grazia, chè certe cose non le risparmio a nessuno per niente al mondo, una articolessa da un vecchio sito al quale prestavo collaborazione, è il secondo copincolla oggi chè ci ho preso gusto, sino a quando non mi hanno messo se e ma, di origine formale s'intende, alla di me pubblicazione.
Questo discreto discettare è da Liberalcafè.it e dintorni.
Bella anche se scontata la lucetta in faccia della cautelare mancata pel new Borrelli nel pallone, volevo dirla io ma l'ha meglio detta lui che lo si nota di meno.
Ottimo il Magnificat della gente pelosa di "ggiustizia".
Eccellente anche se porta sfiga il richiamo alle sorti borsistiche dei tifosi quotati, degno dell'alto richiamo socialista in aula nel question time in aiuto del poi crack dell'Ambrosiano.Anche lì morti e feriti che si potevan evitare.
 
Una nuova tangentopoli?

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Calciopoli e tangentopoli: analogie e differenze di magagne italiane

di Enrico Gagliardi



Lo scandalo delle partite truccate e dell’incredibile giro di arbitri coinvolti nella presunta truffa sulla quale stanno lavorando molte procure italiane, riserva ogni giorno nuovi inquietanti retroscena: i nomi coinvolti sono tantissimi e soprattutto altisonanti.

Molti commentatori per definire meglio la gravità di questa situazione, hanno fatto un paragone con tangentopoli, la bufera giudiziaria che nei primi anni ’90 sconvolse la politica italiana.

Non so quanto questo parallelismo sia esatto e sinceramente credo che se fosse calzante non ci sarebbe da essere molto tranquilli: tangentopoli ha rappresentato per il nostro paese una parentesi triste e dolorosa che ha visto protagonista una magistratura con un potere straripante a tratti addirittura incensurabile.

Sia chiara una cosa comunque: in quel periodo vi era un forte tasso di corruzione della politica, vi era un sistema malato e marcio; il problema però è che si decise in maniera scientifica di agire solo contro determinati partiti dell’arco costituzionale e non contro tutta la classe dirigente visto che il finanziamento ai partiti era una consuetudine che tutti, indistintamente, conoscevano e della quale si avvantaggiavano.

Tornando all’attualità si notano effettivamente strane somiglianze tra lo scandalo del calcio e quello delle tangenti: l’ampiezza delle indagini, il numero dei soggetti coinvolti e soprattutto le tante procure italiane che sul caso stanno indagando.

Detto questo però le analogia si fermano qua (fortunatamente aggiungo io). Mancano infatti, per poter far combaciare le due situazioni, alcune caratteristiche fondamentali che almeno per ora non sono presenti. Mi riferisco specialmente all’uso o sarebbe meglio dire abuso, dello strumento della custodia cautelare che nei primi anni 90 sembrava quasi essere la regola piuttosto che l’eccezione. Bisogna anche dire però che siamo appena all’inizio e non passa giorno senza che nuove incredibile dichiarazioni vengano allo scoperto coinvolgendo un sempre più vasto numero di soggetti.

Analizzando il comportamento di alcune procure però (penso a quella di Napoli) sorgono molti dubbi circa la necessità di alcuni comportamenti. Per esempio, che bisogno c’era di dichiarare, attraverso innumerevoli conferenze stampa, che ben quattro società erano in forte rischio in termini di giustizia sportiva ed ordinaria anche e soprattutto considerando che due di queste sono quotate in borsa?

In altri termini, chi tutela gli azionisti della Juventus e della Lazio (club che come molti sanno sono caratterizzati dal fatto di essere S.p.a )? Dunque, fermo restando l’assoluto rispetto per il lavoro della magistratura inquirente e riservando nei confronti di questa grande fiducia, sorge il dubbio che il protagonismo di certi giudici inevitabilmente possa creare effetti negativi anche nel
lungo periodo.

Non resta che aspettare gli esiti delle indagini: ad oggi sembra davvero proibitivo fare ipotesi sui possibili sbocchi processuali; senza dubbio però lo scandalo che l’Italia sta vivendo in questi giorni, come quello di Mani Pulite, ha fatto uscire fuori, da parte di alcuni, il lato peggiore del nostro paese: quello giustizialista e forcaiolo.

di Enrico Gagliardi

http://www.liberalcafe.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1532&mode=thread&order=0&thold=0

 

Comunque Totti è in copertina.

Sarà lui l'anno del Mondiale.E la salvezza del Post Mondiale.

Pubblicato il 6/6/2006 alle 14.21 nella rubrica Scandal ?.

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