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Diario


12 agosto 2007

I gay sono tutti di sinistra?




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5 agosto 2007

ALIAS SUPER POLIZIOTTO

 

Binario 1.Dopo una corsa contro il tempo riesco ad arrivare in tempo.Tiro un sospiro di sollievo.Il treno è in moto.Mi guardo intorno osservo gli altri passeggeri che sono saliti prender posto.Cammino per il treno passando di vagone in vagone.Trovo un posto libero accanto al finestrino.Mi siedo e scruto il volto della donna che siede al lato opposto.E’ giovane nei lineamenti ma ha l’aria stanca e la carnagione pallida.Penso che forse non ha molto tempo per andare al mare.Forse lavora tanto.Seguo la direzione nella quale sono orientati i suoi occhi e mi ritrovo con il naso ad un palmo dal finestrino oltre il quale corre veloce il mondo.Mi viene in mente la voce del mio professore di filosofia mentre diceva”E’ il treno a muoversi?O è il mondo esterno?Ecco signori è questo l‘inganno dei sensi!”.Sposto gli occhi dal finestrino nel tentativo di portare la mia attenzione su qualcosa di più interessante.Il gruppo di ragazzi infondo al vagone ride e scatta foto.Tre figure maschili attraversano velocemente il vagone dirigendosi verso la parte finale del treno.E’ il segnale che sta arrivando un controllore.Dopo qualche minuto un uomo pelato passa fra i passeggeri chiedendo di esibire il biglietto.Rimango a fissare i bordi del mio biglietto finchè sento la porta del vagone aprirsi.Entrano due poliziotti.Il più giovane dei due si ferma e si siede di fronte a uno dei ragazzi infondo al vagone.Riesco a sentire la minaccia di multare il ragazzo.Questo si ricompone sulla sedia mormorando una richiesta di scusa.Il poliziotto inizia ad urlare in dialetto.Scatto istintivamente in piedi.Gli altri ragazzi del gruppo assistono spiazzati alla scena.Nemmeno loro come me riescono a credere che il poliziotto stia trattando come un delinquente un adolescente colpevole di aver poggiato un piede sul sedile opposto.Mi avvicino ai due.il poliziotto sembra impazzito e si esalta ancora di più quando lo invito a calmarsi.Guardo il ragazzo.Penso che avrà avuto massimo sedici anni.Semba impaurito e contiene le lacrime per orgoglio.Il treno si ferma il ragazzo dice al pubblico ufficiale che quella è la sua fermata ma questo impreca e gli si pone avanti avvisandolo che sarebbero scesi entrambi alla prossima per recarsi in caserma.Il ragazzo arrossisce dalla rabbia.Il poliziotto rivolge lo sguardo verso di me.
Cazzo,questo è un abuso di potere.Con quale accusa avrebbe portato quel ragazzo in caserma?Per aver poggiato un piede su un sedile?Un piede su un sedile?Quì a napoli?Quì dove ci lasciano immondizia sotto casa?Quì dove spacciano cocaina come se fosse zucchero?

Mi viene voglia di cantare “all’antimafia!” ma tutto quello che mi esce dalla bocca è un invito al poliziotto di valutare il fatto che si tratta di un ragazzino e di lasciarlo scendere senza far degenerare maggiormente la cosa.Tace e sembra valutare la mia proposta.Il poliziotto più anziano che era scomparso oltre la porta del vagone ritorna indietro attirato dalle urla.Guarda il suo collega con aria infastidita.Due minuti dopo i poliziotti scompaiono oltre le porte e il gruppo di ragazzi è fuori dal treno .Sono al sicuro adesso.




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3 agosto 2007

IL RITORNO DEI BISCAZULU

 

"Canto perché non va persa la memora di quanto successe nel 2029…ricordo la ricerca di un’alternativa all’America .Chi contrapporrà l'America?….l’Iran! l’Iran!"

La storia è ambientata nel 2029 .I tre terroni immaginano che gli USA per contrastare la fame nel mondo decideranno di sterminare gli asiatici ,gli africani e tutti i popoli sottosviluppati.Anche il papa con l' enciclica ventinove appoggerà questa pseudo missione umanitaria.Molti italiani fra cui lo Zulu ,100gr e Serio decideranno di schierarsi dalla parte dell’Iran che farà blocco contro gli occidentali che con la loro follia avranno costretto gli umani a vivere sotto terra.Ed è qui che nasce l' idea della bomba abbranchia chiavica che i tre terroni consigliano di sostituire al nucleare.

E' cosi che dopo più di 15 anni dall’incredibile opposizione tour i bisca e lo zulu ritornano a deliziarci e a regalarci nuove frasi da cantare.

Per chi ha sempre seguito questi artisti è evidente la matura ironia musicale e testuale con la quale i tre presentano questo disco molto lontano dalla rabbia e dai toni forti di quando urlavano "guai a chi ci tocca".

I tre ricalcano molte posizioni prese in passato.Rinnovano il loro appoggio a Chavez cantando "dateci Chavez!"con un elogio alla nazionalizzazione compiuta dal presidente venezuelano.

Altri pezzi forti del disco sono indubbiamente "la mano di dio"dedicato a Diego Armando Maradona e "i moderati" dedicato al neo partito democratico che i tre criticano cantando"  Lui è un moderato, e gli altri estremisti, lui è timorato e gli altri anticrista... il moderato dice sempre di no per l’immigrato il posto non c’è, il moderato dice di no al carcerato niente sconti di pena"



 




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2 agosto 2007

ODE AI BUONI MAESTRI

 

Oggi ispirata dalla prof Cordapazza,che mi ricorda molto un mio docente, vorrei dedicare qualche riga a quella che anticamente era una delle figure più importanti della società:il maestro.Questa figura così
 lodata da Quintiliano e così declassificata nella nostra epoca.
Queste persone, che dovrebbero aver il compito morale “di insegnare alle nuove generazioni come non perdersi in una vita in cui a tutti tocca prima o poi di cercare una casa”,sono oggi demotivate ,sotto pagate , incompetenti e parecchio frustrate.

Nell' antica grecia era normale per il maestro avere rapporti sessuali con i suoi allievi.Invece oggi i docenti si comportano come degli esseri asessuati che continuano a spiegare Catullo senza tradurre ‘glubit’ e poi finiscono su youtube mentre si fanno toccare il culo.

Nell’antica grecia il maestro era colto e saggio oggi il maestro è stupido e presuntuoso.Infatti è disposto ad abbassare il voto di chi osa contraddire la sua teoria anti-darwiniana anche se gli si fa notare che la sua somiglianza con la scimmia è una prova schiacciante in favore di Charles.

Ma del resto cosa possiamo pretendere da un docente di religione inserito nella scuola dalla diocesi che chiede il passaggio di cattedra e magari finisce a spiegare Marx?

Sono tredici anni che convivo quotidianamente con questa gente e ringrazio ogni giorno per aver avuto la fortuna di aver incontrato uno dei pochi diamanti che lavorano nella scuola italiana.E’ stato il mio insegnate in terza e quarta.Entrò in classe il primo giorno ci invitò a non acquistare il libro di testo e iniziò a parlarci di Pasolini.Qualcuno gli fece notare che non era nel programma.Lui rispose con un sorriso affermando di sbattersene dei programmi ministeriali per giunta della Moratti!

Professori come lui ti fanno capire che la scuola non è solo quella di youtube e che per quanto rari esistono ancora esemplari della specie umana che entrano in classe e ti parlano del caso De Mauro, di piazza Fontana ,di Ustica e di tutto quello di cui mai nessun docente ti parlerebbe.Professori come lui sono quello che servirebbe per svegliare quest'Italia dal sonno della ragione.




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1 agosto 2007

HEAVY ROLLERS: UNA SERATA A LUCCA CON STEELY DAN

 

"QUANDO PER STRADA INCONTRO QUALCUNO CHE MI CHIEDE: MA TU SEI UNO DEGLI STEELY DAN? IO RISPONDO: SI’, LO SONO. E LUI: AH, NO, NON LO SEI!.

OH, E’ COSI’ FANTASTICO, QUESTO!" (W.Becker)

È un cliché dire che ricordiamo alla perfezione il luogo in cui siamo stati sorpresi da una notizia critica, epocale. Per me, valgono il rapimento di Aldo Moro, la morte di Lennon: notizie ferali, insomma, ma non solo. Ricordo perfettamente dove ero e cosa facevo la prima volta che sono stata sorpresa e folgorata dalla musica di Steely Dan, nel 1981, per puro caso: era la voce di uno dei due, Donald Fagen, con la sua "New frontier" dal suo primo album solista, appunto.

Come di consueto, mi è toccato, col mio indefettibile spirito enciclopedico (non a caso appartengo allo stesso segno zodiacale di D’Alembert), andare avanti nella conoscenza appassionata di quel qualcosa che mi aveva così colpito: un raffinatissimo miscuglio di pop, soul, jazz e blues che ha attratto e attrae ancora oggi una vasta schiera di artisti che hanno campionato o preso a riferimento il suono high-tech creato dai due geniali musicisti insieme al fido Gary Katz, loro produttore fino ai primi anni ottanta e sicuramente co-responsabile delle loro scelte più raffinate sul piano della produzione.

In realtà, per me, all’epoca, si trattava piuttosto di scorrere indietro indietro nel tempo ( "are you reelin’ in the yearsss, stowin’ away the time!"), visto che i due maniaci professionisti della perfezione e della bellezza dei suoni avevano licenziato il loro ultimo lavoro, Gaucho, nel 1980, e sarebbero passati ben venti anni, fino al duemila quindi, per arrivare, in un’atmosfera di estatica e ansiosa attesa da parte del loro pubblico, a "Two against nature", subito acclamato alle premiazioni dei Grammy come miglior disco dell’anno.

Steely Dan è una citazione dal "Pasto nudo" di W. Burroughs; in realtà non si è mai trattato di un vero e ben definito gruppo, essendo composto da Walter Becker e Donald Fagen che sceglievano volta per volta variabili formazioni di session men e solisti. I due si incontrano al Bard College nello stato di New York nel 1967 e iniziano a suonare in diverse rock band, spesso disintegrandole e diventandone leader indiscussi, in nome della loro ricerca spasmodica e assoluta di qualità. Suonano soprattutto classici rock-blues e r&b: ma all’epoca la loro smania creativa non viene soddisfatta e quindi preferiscono mollare le altre band per unire le forze con la volontà di creare un repertorio originale. Già nel 1974 preferiscono smettere di fare tour, concentrandosi invece sulla composizione e registrazione dei loro brani con l’apporto di affermatissimi e professionalissimi session man da studio, con l’idea di perfezionare sempre più il sound "steely dan". Non faranno più concerti live per diciannove anni, fino al 1993, anno in cui le esperienze dal vivo confluiranno nel celebre "Alive in America".

Sta di fatto che il gruppo non si era MAI esibito in Italia fino a sabato ventotto luglio, a Lucca, nell’ambito di una serata in piazza Napoleone che chiudeva il Sanbitter summer jazz festival: unica data italiana.

Lucca quella sera sembrava una città fantasma, una città metafisica. Forse i lucchesi erano stati rapiti dai marziani, visto che in quelle stradine tortuose e noiosamente uguali si aggiravano solo gruppi di fan (vi assicuro, di varie generazioni, dai venticinque in su, e persino adolescenti che evidentemente erano state cresciuti a pane e steely dan dai loro genitori). Soprattutto, un pubblico cosmopolita, e si orecchiavano, qui e lì, discorsi su Larry Carlton, o su scalette probabili e fantasticate, serenamente e sorridendo perché, di questo sono sicura per esperienza, ogni artista crea l’indole del suo pubblico, e, in definitiva, ogni artista ha il pubblico che veramente si merita.

L’intro strumentale, "Jeri", di appena dieci minuti, fa subito capire che, nonostante l’assenza del compianto Michael Brecker, si è di fronte ad una band di mostruosa bravura (come dirà poi Walter Becker presentando singolarmente i musicisti: the greatest band, the real steely dan band); per i fan, l’occasione incredibile di sentire suonare dal vivo una tale sessione di fiati: Walt Weiskopf al sax tenore, Michael Leonhart alla tromba, Roger Rosenberg al sax baritono, Jim Pugh al trombone, per non parlare della "macchina" Keith Carlock alle percussioni, del grande chitarrista Jon Herington alla chitarra solista, insieme a Becker, e delle "lovely and talented" coriste che abbelliscono le loro canzoni da una vita.

Dopo il breve intro, appare un folletto incanutito di mezza età e un po’ caracollante (stile Ray Charles, per intenderci) che come un pifferaio ammaliante saltella imbracciando la sua piccola tastiera portatile, la diarmonica, trascinando e guidando tutti i musicisti nella prima canzone della serata: Time out of mind, e mai titolo fu più fatale e azzeccato per iniziare una serata di musica che avrebbe spostato, (e di quanto!) i confini della percezione spazio-temporale per noi tutti. Si poteva avvertire concretamente nell’aria il fiume d’amore e ammirazione che arrivava da noi a Donald: senza nulla togliere alla bravura di Walter, era quella faccia lunga e magra da cane semita che attirava spontaneamente la nostra tenerezza.

Si può rendere precisamente con delle parole una festa di note? Aldilà della pura descrizione tecnica, sono commensurabili i due linguaggi? Sono passati ventisei anni da Gaucho, da cui la canzone è tratta, eppure la freschezza è sempre quella: la canzone che portò i due contro natura a sequestrare per tre mesi Mark Knopfler negli studi per spremergli quelle poche note aleggianti a metà della canzone, quelle che fanno la differenza.

In effetti, la scaletta risentiva, a parte episodi molto circoscritti, delle scelta sistematica di pezzi gioiosi, di quasi tutti i classici che ci aspettavamo, riconoscibili dalla loro prima nota: la sfida mentale, allora, per me, era quella, per godersi appieno l’evento, di provare a cancellare dalla memoria il più possibile del conosciuto (cioè, tutto), di non anticipare la futura, prossima frase, di non canticchiarsela, ma di predisporsi all’ascolto con orecchie vergini, come fosse la prima volta, facendosi sorprendere. Certo, non ci sono stati "Bodhisattva"e il suo tripudio corale, o la più bella canzone pop mai scritta, per me, "Deacon blues", o " Babylon sisters" (leggenda vuole che quando ritornarono a fare concerti Donald abbia detto che era unicamente per vedere di provare a farla dal vivo, quella perla…), ma chi si aspettava una Godwhacker di così strabiliante bellezza? O una "Chain lightning" di tale forza evocativa, senza nulla togliere alla precisione filologica della partitura originale a cui eravamo affezionati? E una Aja così eternamente bella, lontana, irraggiungibile, anche con Weiskopf al posto di Wayne Shorter e Herington invece di Larry Carlton? Ricordiamolo: Larry era stato scelto come solista in "Peg" dopo che i due stavano facendo impazzire ingegneri del suono e produttore a furia di provini deludenti e infiniti; e poi arrivò Larry con quelle note un po’ tahitiane e inaspettate a risolvere tutto: se volete riascoltare i vari assoli andati a male e le imperdibili quanto imperturbabili facce di Donald e Walter mentre riascoltano, è in commercio un dvd, intitolato appunto Aja, con relativo making of del disco.

La gioia, dicevo: sarà stato un caso che solo una canzone sia stata scelta da "everything must go", il loro ultimo lavoro, così intimista e nostalgico, fatto di cose elegiacamente perdute, come " the talk, the sex, the Audi TT, the house on the vineyard"?

Intanto, dopo i bis ("pretzel logic", uno dei loro migliori blues di sempre, e l’esplosione di gioia adolescenziale di "my old school") si avvicinava , dopo poco meno di due ore, il momento del commiato, per il quale è stata scelta una "Carolyn" così straziante e triste da ricordare una marcetta da funerale di New Orleans, mentre pian piano, alla chetichella, i musicisti sgusciavano via dal palco in coppia, ironicamente, quasi con passi da minuetto.

Mentre noi si stava lì ancora ad accarezzare quel pulviscolo musicale così perfetto, e bello, ed effimero. Certe volte, mi sa, Platone aveva torto…

p.s. se non fosse sufficientemente chiaro, non si tratta di una recensione, ma di una dichiarazione d’amore di una fan ;-)

p.p.s. il video proposto non è di eccelsa qualità, ma recentissimo, e dà l’idea del loro groove e del fantastico interplay che riescono a creare!











La Spigolatrice





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1 agosto 2007

Bagagli

 Buon primo agosto a tutti compreso a Ricchiuti che ora sarà alle prese con lo stress da bagagli.
Bagagli.Chissà quanti bagagli sono stati preparati in tutto il mondo e chissà a cosa vanno incontro.
Ci saranno bagagli su un' isola sperduta del pacifico e bagagli sulle piramidi,bagagli sull'adriatico e bagagli sul tirreno,bagagli sulle navi e bagagli sugli aerei,bagagli nei coffee shop e bagagli negli agriturismi,bagagli persi e bagagli traditi,bagagli innamorati che per amore non torneranno e bagagli che sentiranno la nostalgia di quello che lasceranno a casa,bagagli nuovi comprati per pochi soldi da chi ha sete d'avventura e fretta di partire e bagagli vecchi di chi conosce la strada ed è già partito troppe volte e bagagli che verranno lasciati nello sgabuzzino insieme al sogno immigrato dal casetto.
Comunque siano i vostri bagagli buona partenza a tutti da chi rimane qui con un bagaglio di alpha test!!




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