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Morte di un giornalettista


12 luglio 2007

Morte di un giornalettista- Cap. 12, Sei bellissimo

Che strana donna avevo io. Quanto più ne avessi bisogno, più s'allontanava. Dice che era fatto tutto per me, la mia salute, la mia sensibile serenità. La sua lontananza ormai era il suo unico modo di darmi amore. Tutto il suo grande, incommensurabile amore. Roba che si poteva misurare, appunto, a distanza di miglia e oceani. Ripensare ai primi tempi, quando ero bellissimo.




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11 luglio 2007

Morte di un giornalettista- Cap. 11, Who wants to live forever

Come passa il tempo. Specie se lo occupi piacevolmente. Eravamo ormai da più di un mese e mezzo, io e mia moglie in viaggio di nozze, su quell'imbarcazione. E stentavamo ancora a crederci. Nonché ad andarcene. Scherzando tra di noi a volte le citavo rammentandogliela la maledizione incantata dell' Hotel California degli Eagles. Uno di quei posti così magici e perfetti che non puoi fare a meno periodicamente all'inizio e spasmodicamente poi del desiderare di andartene. Subito. Al più presto. Prima di ieri. Eppure era tutto stupendo, la barca, i paesaggi, il nuotare felici, persino il fare l'amore a volte. Tutto era gratis e nessuno avrebbe potuto toccarci neanche volendo. Si poteva avere e soprattutto chiedere di tutto. Anche l'invidia nel febbricitante desiderio degli sguardi altrui. Senza pagare dazio. Perché eravamo ospiti, e l'ospitalità è sacra.
Quando vennero a pigliarmi i gendarmi con l'accusa di aver ucciso un tale, fu solo allora, leggendo la firma dell'altro teste a carico oltre mia moglie,  che seppi alla generosità ospitale di chi dovevo dedicare il racconto, il signor Panovsky.
Comunque. In qualche modo, almeno io, ero sceso.




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5 luglio 2007

Morte di un giornalettista- Cap. 10, Fame

Quest'estate la trascorro al mare, pensa Harold. Questo preciso mese di agosto del 1925 lo trascorro sulla spiaggia. Bagni di sole tranquilli, rilassanti bagni nudo dentro l'acqua. Senza scocciature, senza rivolger la parola a qualcheduno. Tanto quando passano, pensava Harold, continuano a scansarsi, questi stronzi. Per mio padre sono soltanto un pregiudicato, un fuggitivo dalla Legge, una pessima riuscita. Lui è ricco, spero che muoia. Adoro, sospira Harold, quando si chiudono le giornate senza che sia successo nulla. Adoro fregarmene del bon ton in mezzo agli uomini e le donne, ne faccio aspettare qualcuno quando capita all'impiedi e non faccio niente per aiutarli a restare o andare via, il rapporto migliore che posso avere con la gente è tramite il danaro, voi orgogliosi e i romantici non sanno che si perdono nel comprare il tempo e la libertà delle persone, te ne puoi fregare di sedurre e puoi comprando chi si vende fare molto, puoi diventare o ritornare onesto, per niente muoverei un muscolo, nè un'idea nè un pericolo imminente. Neppure più il miglior modo di avere idee da vendere al miglior degli offerenti, cioè annotarle al volo sul cuore a fazzoletto per ricordarle meglio, infatti quest'altr'anno al mare non avrebbe portato e tenuto alcun diario. Le strisce giornaliere, Harold, le avrebbe poi mandate da quel dì del '25.






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1 luglio 2007

Morte di un giornalettista- Cap. 9, Matrimonio Vichingo

Pare ne acchiappi più il miele. Figurarsi quello dell'Antimafia. A volte penso che quando Charlie Manson giudicava l'opinione pubblica una ragazzina, fosse l'unico ad aver capito Sciascia. Ad esempio una volta la storia di Placido Rizzotto l'ho sentita raccontare così. Non esiste Mafia perché non c'è stato mai niente da rubare.

Amore è  (19/01/2006)
 
Placido è un bel ragazzo, un gran bravo lavoratore che si preoccupa pure per chi il pane non ce l'ha.Per quanto fa male ad agire come agisce, non si deve andare oltre una certa linea.Su certe soglie ti ci puoi solo inginocchiare.E'legge dell'Uomo, così ha voluto Iddio.
Luciano lo vedi quasi mai, sta in disparte, si vede, si sa e si sente che tutto comanda.
Placido, che mi doveva amare, è stato stupido a farsi da lui ammazzare.Prima non pensavo così, ma ora è il mio corpo che dice si a questo.Se l'è cercata, mi ripete sempre la notte il mio Luciano.





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