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20 luglio 2007

Quello che dicono invece a Colombo

 
Andrea's version

Al documento sottoscritto dai 160 per Walter Veltroni, è giunta tempestiva una risposta. “Appello nazionale in sostegno alla candidatura di Furio Colombo. Fare un’Italia nuova, riunire gli italiani. Ridare fiducia al paese, farlo crescere lungo la via dell’innovazione, della libertà e della giustizia sociale, combattere il berlusconismo in tutte le sue forme, varare una legge sul conflitto d’interessi. Aprire ai giovani, strappandoli a precarietà e incertezza, fare riforme radicali e realistiche. Animare una politica capace di superare le contrapposizioni esasperate, di riconoscere i buoni argomenti di ognuno, di mettere al primo posto il bene comune. Sono queste le ragioni del nostro sostegno a Furio Colombo, sono queste le ragioni che Furio Colombo ha incarnato in un’intera vita. Questa la sua missione, questo il senso della sua guida del Partito democratico, un partito nuovo e aperto a tutti, per un’Italia unita, moderna e giusta. E pettinata”. Firmato: l’Associazione Nazionale Acconciatori e Parrucchieri Coraggiosi.
(20/07/2007)




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13 luglio 2007

Ecco la sinistra Marcenaro, imparate, o borghesi, come si fa il culo ai padroni

Nb Il grassetto è fantastico. Nel caso non l'abbiate capito, come non lo avete capito abituati ai D'Avanzo e ai mattinali di questure ed intercettazioni, ai domanda risponde ed agli editing nomi-cose-frutti-fiori-città-sole-cuore-amore degli appuntati Cascione, lì vi sta dicendo che Gianni Agnelli, nel mentre decantava le Tod's, era già in fin di vita.
Andato.
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Andrea's version

Così, mica per altro, solo per non lasciar cadere le stimolanti riflessioni di Serra e Lerner sulla destra puzzona dei Fiorani e dei Corona. E’ ripensando a quel mondo cafone che viene in mente, per contrasto, il dottor Diego Della Valle. E rivedi allora la sua pochètte, rivedi il Marlin, la barca che fu dei Kennedy e pilotata ora con maestrìa dal principe delle calzature del Piceno, rivedi la Ferrari rossa costata sette-ottocento miliardi di euro e non tanto per il prezzo, è la filante eleganza che conta. E’ la villona di Capri, è la grazia con cui ha sfilato la Fiorentina a quel bamba del Cecchi Gori, la tenacia con cui si conquistò la B, per non parlare della A, è la leggerezza che non si ostenta, è il golf di cachemire viola allacciato sulla giacca, o la leggiadria con cui lui e Luca siedono sul Corriere della Sera. E’ tutto questo. E’ l’elicottero con cui plana non allo stadio, in fabbrica, davanti ai dipendenti. E’ quella sera che l’Avvocato, da Vespa, già con l’orologio sulla fronte e la cravatta sulla schiena, mise anche le scarpine con 133 puntini sotto la suola sinistra. Più 133 sotto la destra. E per Diego fu il trionfo. E tu ti dici, come Gad e Michele: questa è la mia borghesia, che cazzo c’entra Ricucci?

(13/07/2007)




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12 luglio 2007

Riprendiamo le buone vecchie abitudini, azzanniamo per interposta firma pure qualche potente ogni tanto e non i soliti stracci

Andrea's version
 
Così, mica per altro, solo per non lasciar cadere le stimolanti riflessioni di Serra e Lerner sulla cosiddetta destra puzzona dei Fiorani e dei Corona. Su quel mondo cafone, e indubitabilmente cafone, cui essi contrappongono un mondo raffinato e signorile. Ricordo l’entusiasmo, l’estasi, direi quasi il fervore, con cui Lerner e Serra salutarono l’avvento in Confindustria di un maturo ragazzo cresciuto all’ombra di Agnelli. Che sostituì il terrone D’Amato, supposto cafone di turno che fabbricava scatole. Ricordo quando Cesare Romiti, sarà stato l’85, aveva dichiarato: “Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno all’Avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l’altro alla Cinzano”. Ricordo che lo disse sulla prima pagina di Repubblica. Ricordo che il maturo e raffinato ragazzo cresciuto all’ombra di Agnelli, e dirottato in Cinzano, disse: “E’ vero, ho sbagliato, per favorire il contatto con Gianni Agnelli mi sono fatto dare ottanta milioni nel cofanetto di un libro vuoto di Enzo Biagi”. Ricordo che a quel ragazzo venne affidata in seguito l’organizzazione di Italia ’90. Che non fu un trionfo di eleganza. Ricordo che impalmò una signora di quelle che i Serra e i Lerner sono soliti definire “attricette”. Ma non la definirono così, in quel caso. Né mai. Per una volta, giustamente. Ricordo quando un libro di Oliviero Beha, che raccontava il tutto, venne boicottato da Rcs nel cui consiglio d’amministrazione sedeva e siede quel signore di un ragazzo. Il quale indossa, peraltro, dei foularini che personalmente mi fanno impazzire.

(12/07/2007)

 




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