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ricchiuti


Isn't she lovely ? Parlatene di Uic purchè ne parliate


30 giugno 2007

Uic-Cola, spot n.03-Bere Uic-Cola porta fortuna



UIC-COLA, SPOT N.03- BERE UIC-COLA PORTA FORTUNA-"LIVE ON THE UIC SIDE OF LIFE"


Trovi con una fortuna sfacciata un uomo che ti stima, ti sostiene, con te ride, cammina, ti sa abbracciare. Per una fortuna ancor più sfacciata non si tratta di un rapporto platonico, non è amicizia, anzi: ci fai del sesso sconvolgente.

 
permalink | inviato da il 10/8/2005 alle 13:43




LIVE THE UIC SIDE OF LIFE







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29 giugno 2007

Perché è una brava ragazza

Mail from Anonymous
"Ricchiuti, non crede che tutto questo suo deplorevole accanirsi possa rivelarsi un boomerang ?"
Se c'è una cosa di cui qui non sentiamo la mancanza è l'assenza di intelligenza. Siamo voraci e ingolliamo tutto, persino le controindicazioni.
Certo che il pericolo di rendere Uic simpatica c'è. Non solo. E' inevitabile. Siamo un corpaccione di più teste pensanti impegnati a demolire psico-fisicamente una ragazza sola. Biondina fuori ma quel che è peggio, biondina anche dentro. Picia, assediata. Una contro chissà quanti, un gruppaccio di autori incattiviti ed un milione di avvoltoi che nel buio si godono al fresco lo spettacolo senza pagar biglietto e rischiare zero.
Questo è il pericolo e l'inevitabile di quando un grasso ricchiuto maligno e due scrittori più un web maker di talento si mettono insieme per mettere in mezzo una caprona espiatrice.
Renderla di contro un monumento, per piccioni e simpatie. Dagli uccellacci che vien fuori ? Un uccellino.
Ce ne faremo una ragione. E partecipo anch'io al coro dell'Operazione Simpatia.
A tal proposito, non me ne voglia l'autore, rispolvererò riadattandola una battuta che Olifante fece su Adinolfi e Ferrara nel 2005 credo( che pure Harry apprezzò).
Uic e Ricchiuti si incontrano-scontrano per caso in ascensore. Essendo entrambi blogstar di peso, lo spettacolo che ne deriva è asfittico, rimangono infatti ambedue incastrati l'uno nell'altra.
Urge uscirne subito e al più presto. Dopo essersi sfidati negli occhi lungamente, Ricchiuti rotto a tutto rompe il ghiaccio esclamando, "Ruoti, faccia da perno".
Ed Uic di rimando, senza indugi, "Ruota tu, faccia da culo".

 




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29 giugno 2007

THE BLEAH UIC PROGIECT-capitolo 5-



DICK JINXED

THE BLEAH UIC PROGIECT

© 2007 “Il fantastico mondo di Uic” Edizioni – Tutti i diritti riservati

Ogni riferimento a fatti, persone e luoghi realmente esistenti è puramente casuale.

Ogni riferimento a fatti, personaggi e luoghi solo virtuali potrebbe non esserlo.

CAPITOLO 5

Angoscia Esistenziale.

Se il primo incontro con la donna dei vostri sogni è stato fugace e non v’ha dato modo di approfondirne la conoscenza, probabilmente passerete i giorni seguenti fantasticando su di lei. O meglio: su di voi.

Vi immaginerete – ché una vivida immaginazione muta in certezze anche le più remote speranze - di incontrarla nuovamente, cosa le direte e cosa lei vi risponderà, come la guarderete e come lei ricambierà il vostro sguardo e via dicendo, arzigogolando fin nei più piccoli dettagli; fino a raggiungere vette di inverosimiglianza da collana Harmony.

Da giorni ero in questo preciso stato di raggiante rimbambimento, quando mi ritrovai seduto sulla solita sedia al solito tavolo del solito bar, a bere la solita sambuca con il mio solito convitato: proprio colui che aveva dato indirettamente la stura agli avvenimenti di quei giorni.

«Eemmbbè?» chiese lui ad un tratto, sorridendo apertamente.

«Embè cosa?» scattai io, fissandolo stranito come se mi fossi appena risvegliato.

«Sei silenzioso come al solito – disse sempre sorridendo – ma c’hai una faccia! Ti sorridono pure gli orecchi, manco che hai vinto al superenalotto. E poi, di oggi, non hai ancora buttato l’occhio sul culo della cameriera; io certe cose le noto.»

«A parte che la cameriera oggi non c’è e la sostituisce un ragazzo... comunque – risposi ricambiando il sorriso – sono solo tranquillo. Niente di che, davvero! Tranquillo e basta.»

Lui strinse gli occhi con sguardo indagatore, mi fissò sorridendo malizioso per interminabili secondi e poi esplose in una risata fragorosa dando una gran manata sul tavolino, rovesciando così i bicchieri di sambuca con tutto il loro contenuto.

«Sei innamorato!» proclamò a voce alta, additandomi con fare canzonatorio come solo un alunno delle elementari farebbe al proprio compagno cicciobombocannonierecontrebombenelsedere.

Imbarazzato, non tanto per l’accusa sentimentale, quanto per lo tsunami all’anice che dal tavolo si stava riversando sul pavimento, con i vicini che mi fissavano infastiditi, quasi che fossi stato io il maremoto scatenante quel disastro aromatico, ammisi la mia colpa:

«Ho conosciuto una ragazza.»

«E com’è, com’è?» fece lui sempre sorridendo.

« Ma l’ho appena conosciuta!» replicai a quella che si preannunciava come una santa inquisizione.

«Sì, vabbè! Ma com’è, no?! Mica che t’ho chiesto che numero di scarpe porta! E’ bruna, bionda, rossa, alta, bassa, grassa, magra; è piatta, c’ha due bei meloni? Sì insomma: com’è?»

«Non lo so; ancora» ammisi candidamente.

«Come non lo sai?! Ma l’hai conosciuta o no?»

«Sì! Però...» non feci in tempo a finire la frase che lui mi anticipò bruscamente.

«Oddio! Mica che te l’hai conosciuta su interdet

«Sì, perché?»

A questo punto ci fu, come ogni maremoto che si rispetti, una seconda scossa di assestamento: scoppiò in una risata ancor più rumorosa della prima e diede una nuova possente manata sul tavolino, schizzando la sambuca che l’incauto cameriere non aveva ancora prosciugato – la sua collega sarebbe stata decisamente meglio, in tutti i sensi – fin sul soffitto del locale.

«Ma se me l’hai consigliato pure tu!» protestai, decisamente seccato perché mi sentivo già appiccicoso di sambuca come la carta moschicida ma soprattutto perché, notai, quel suo iniziale sorriso complice si era trasformato in ghigno feroce.

«Ma io parlavo in generale! Così, tanto per. Mica che mi credevo che te lo facevi davvero!» disse con aria paterna; nel mentre tentava, usando dei tovagliolini di carta, di rimuovere quella colla zuccherina che aveva sulla mano destra e un po’ dappertutto, con il solo risultato di far diventare a frastagliati pois bianchi ogni cosa che strofinasse.

«L’ho appena conosciuta; se son rose, fioriranno» mi difesi.

«Ma no! Io dicevo così, ma in verità non l’avrei mai fatto. Non c’è da fidarsi con questi compiuters!» disse finalmente serio, avendo intuito che io non ci trovavo proprio niente da ridere.

«E perché?»

«Hai detto tu che non l’hai mai vista, giusto? Ecco. Allora: metti che, se ne sentono di tutti i colori, non è quello che dice di essere, eh?! Te fai il tacchino per mesi e poi... Come la metti, poi?» guardandomi con aria sinceramente preoccupata.

«Ma in che senso?» proseguii io, non intuendo dove volesse andare a parare.

«Metti che, perché quasi tutti quelli che giocano coi compiuters sono ragazzini rincoglioniti, non è una vera donna ma un ragazzino che fa finta d’essere donna; così, tanto per coglionare la gente. Che farai poi, eh?! Anzi, peggio: pensa se è un nomossessuale

Non c’è sevizia peggiore che si possa commettere su un innamorato che instillargli l’ombra di un qualsivoglia dubbio riguardo alla persona amata.

Tornando a casa rimuginavo su quella discussione; - e se avesse avuto ragione lui? – mi domandavo a tratti per poi consolarmi da me con un – ma figurati! – che però non mi dava sufficiente sollievo.

Mi rendevo conto che quanto più mi pareva di conoscerla tanto più numerose erano le domande a cui ancora non avevo avuto risposta.

Quella sera stessa, mi preparai mentalmente, avrei avuto altro lavoro da fare: scoprire se l’oggetto delle mie fantasie amorose fosse una meravigliosa strega alter-egocentrica oppure un repellente sciamano un po’ troppo altruista.




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29 giugno 2007

Oggi, Uic-Maniaci, facciamo il double, scritto e orale

 

How Much Is Your Blog Worth?

Your blog, uic.ilcannocchiale.it, is worth $0.00


The blog Uic is worth $0.00.
How much is your blog worth?




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28 giugno 2007

Ma quanto ci piace Uic-bloggare- Mae & Tarta, primi passi nello star system

 By Anonimo :
"Ricchiù hai voglia, dopo I love shopping, adesso comincia I love wedding sempre se è vero che si sposa, e poi I love nursering, hai lavoro per altri cinque anni garantiti"

Lei, gentile amico, mi dà il destro per anticipare la prossima produzione dello Uic-blogging, ossia "Casa Uic", una vera e propria fiction costruita con contributi ed anticipazioni , di vario tipo e dubbio gusto come nostro stilema di editing, sui personaggi dello Uic World. Ci sembrava giusto nonchè doveroso dare spazio anche ai comprimari ed a tutti coloro che contribuiscono con la loro presenza ed il riverbero delle loro gesta reali e virtuali a costruire questo grande spazio dell'immaginazione webbatica e popolare. D'altronde si fa così anche coi telefilm di successo, i personaggi particolarmente riusciti generano sempre sotto puntate o vere e proprie serie parallele.

Non a caso diamo spago per cominciare ad una mail dal seguente tenore.
Mail from "Meteore"
"Caro Ricchiù, soddisfacendo la sua richiesta di vedere cose divertenti e sconce sul mondo di Uic, eccole i primi passi di Mae e Tarta, pardòn, Mae & Tarta quando ancora andavano al liceo, scusi la filigrana ma è acqua passata".
Gentile Meteore, gli anni '80 qui sono sacri, ci saremo visti non al Roxi Bar ma a DeeJay Television, all'epoca ci producevano tutti i signori Stock, Aitken e Watermann. E in quanto a filigrana non ci distinguerebbe più nessuno.






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28 giugno 2007

UiC-orporacciòn Dermoestetica-spot number one, "Bionde è meglio"

 

 

Che se sei bionda, hai una vita affettiva appagante, un tot di amici che sono amici, se poi hai anche una famiglia che non ti fa sentire Oliver Twist al femminile, allora non hai mai provato le durezze della vita e proprio non puoi considerarti una persona. Non una donna, proprio una persona.
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27 giugno 2007

THE BLEAH UIC PROGIECT- cap. 4-



DICK JINXED

 

THE BLEAH UIC PROGIECT

 

© 2007 “Il fantastico mondo di Uic” Edizioni – Tutti i diritti riservati

Ogni riferimento a fatti, persone e luoghi realmente esistenti è puramente casuale.

Ogni riferimento a fatti, personaggi e luoghi solo virtuali potrebbe non esserlo.

 

 

 

 

 

 

CAPITOLO 4

Due Etti di Prosciutto Cotto.

 

 

Fondamentalmente esistono due categorie di bird watcher: gli esperti e quelli della domenica.

Gli esperti sono particolarmente attenti alla qualità; potremmo dire, sempre usando un sacrilego accostamento, che essi somiglino ai collezionisti di trofei di caccia. Studiano la situazione, si preparano meticolosamente, si appostano per giorni e sono soddisfatti solo se hanno fotografato o catturato la preda voluta, il volatile raro.

Quelli della domenica sono per lo più interessati alla quantità; dei bracconieri, insomma. Si informano unicamente su quali siano le aree più ricche di selvaggina, si appostano impazienti e fotografano o catturano la prima creatura che abbia la sventura di incrociarne il cammino; fosse anche una comunissima Anser albifrons (o oca lombardella). Sono quelli di “ogni lasciata è persa” o del “dove cojo, cojo”, per usare un linguaggio comune.

Verso quelli della domenica i bird watcher esperti non hanno un atteggiamento di particolare ostilità ma di indulgente comprensione; sebbene talvolta, con le loro maldestre tecniche, quei dilettanti provochino un fuggi-fuggi generale di tutta la selvaggina dei dintorni, rara o comune che sia.

Questa stessa semplice distinzione, esperti o della domenica, può ben essere applicata anche ai rapporti amorosi; l’unica sostanziale differenza sta nel fatto che, negli affari di cuore, ciascuno è insieme preda e cacciatore, bird watcher e uccello.

Non ebbi dubbio alcuno: una donna che si presenti come “strega egocentrica superstar rissosa” doveva necessariamente rientrare nella categoria delle cacciatrici esperte; non certo tra quelle di bocca buona.

Mi rimaneva da scoprire al più presto di quale tipo di preda/volatile fosse alla ricerca la mia prediletta cacciatrice/bird watcher che, senza sospettarlo, rappresentava al contempo la mia personale preda/rara avis.

A venirmi in soccorso, per una prima analisi, fu la sua “lista della spesa”.

Ciascuno di noi ha, ogni qual volta si approcci, a qualsiasi titolo, ad un’altra persona, una propria personale lista della spesa come quella che la mamma ci stilava prima di mandarci dal droghiere.

Questa lista contiene tutti gli ingredienti che, più o meno inconsciamente, desideriamo siano presenti in una persona affinché ci risulti anche solo affine o addirittura amabile.

Inutile qui specificare come in genere i cacciatori esperti abbiano una lista lunga, da supermercato, mentre solitamente quelli della domenica ne abbiano una corta, da lattaio.

Con grande sgomento, scoprii in seguito, quella di lei era non lunghissima, ma chilometrica!

Una vera impresa dello shopping nell’ipermercato degli ingredienti umani.

Per il momento mi accontentai di sottopormi a quella prima breve checklist, una sorta di test d’ammissione alla Facoltà di Amarla:

 

Blog interdetto a necrofili, fascisti, omofobi, donne frustrate, noiosi, fidanzate gelose, misogini, amiche e amici delle donne frustrate, deficienti, democristiani, sgrammaticati, petulanti, sposati infelici, integralisti religiosi, beoti maschi, benestanti, paranoici, antiabortisti, mostri, bugiardi, mitomani, donnette, pseudo esseri, antipatici, ignobili, doppiogiochisti, permalosi, portatori di faccine, spammatori, esseri con le unghie nere, studenti dell'Inginf, assenteisti, spergiuri, indossatori di bordeaux, scrittori di po' e di dà e di qual è incapaci.

Leggere questo blog non è un bisogno fisiologico!

Ma crea dipendenza

 

Tralasciando ogni aggettivazione specificatamente rivolta ad altre donne, rivali immagino – quanto più grande è il regno, tanto più numerose sono le pretendenti al trono – mi dedicai anima e corpo a verificare se non rientrassi sciaguratamente in una delle categorie da lei tanto aborrite.

Al fine di ulteriori indagini da effettuarsi in seguito, elencai in un bloc-notes alcune di queste caratteristiche non volute e le mie risposte di allora.

 

 Necrofili  (NO)

Ohibò! Sebbene le immagini femminili che ero solito guardare su Internet potessero essere classificabili come “morte”, non essendo donne in carne ed ossa, avrei potuto giurare e spergiurare di non aver mai avuto interessi sessuali verso alcun cadavere.

Anzi: la mia naturale vocazione per il birdwatching, anziché per la caccia, rappresentava la prova provata del mio considerare belle le cose vive fintanto che persistevano in quello stato!

Avrei potuto dunque spuntare quella voce come non presente nel mio curriculum vitae.

Ma quella domanda sorta spontaneamente – perché mai una donna viva e vegeta dovrebbe preoccuparsi delle attenzioni di coloro che desiderano donne estremamente algide (≤ 20° centigradi), tanto più che lei, creatura così viva e vitale, sarebbe stata del tutto indifferente ai gusti balzani di costoro?!  - mi lasciò un vago senso d’inquietudine per diversi giorni a venire.

 

 Fascisti (NO)

Essendo io nato abbondantemente dopo il ’45 potevo tranquillamente mettere un no anche a questa e procedere oltre.

 

 Omofobi (NO)

Non avevo mai mostrato particolare fastidio o acrimonia nei confronti degli omosessuali.

A dire il vero: non me ne fregava proprio alcunché. Così come volevo fossero rispettati i miei gusti, non solo in fatto di sesso, per reciprocità rispettavo quelli degli altri. Anzi: mi hanno sempre infastidito i luoghi comuni che li riguardassero; come quello che li considerava particolarmente dotati verso le attività che richiedevano buon gusto e delicatezza... come il birdwatching, tanto per fare un esempio.

 

 Noiosi (?)

Qui dovetti arrendermi e mettere un punto interrogativo, in attesa di successivi sviluppi.

Cosa vuol dire “noioso”? Chi è “noioso”?

Generalmente cataloghiamo come noioso tutto ciò che non ci piace e non ci interessa.

Un pescatore definirebbe noioso il birdwatching e viceversa.

Necessitavo di altri particolari.

 

 Misogini (NO)

Come potrebbe definirsi misogino chi, come me, dedica due interi anni della propria vita all’adulazione, al corteggiamento e alla conquista di una sola donna?!

Procedetti senza indugio.

 

 Amici delle donne frustrate (?)

Ricordo che pensai che si trattasse di un refuso di stampa e che pertanto si riferisse agli “amici delle donne frustate”; intesi come amanti dello scudiscio attivo.

Nel dubbio – sulla correttezza tipografica della parola, giacché non sono sadico – misi un punto interrogativo.

 

 Deficienti (NO)

Che, come chiunque, fossi carente in diversi aspetti della vita, non faticai ad ammetterlo.

Ma che fossi deficiente inteso come imbecille potevo sicuramente escluderlo.

La falsa modestia è fastidiosa quanto l’immodestia, se non di più.

 

 Sgrammaticati (NO)

Figuriamoci: imparati si nasce e io lo naqqui, modestamente!

 

 Petulanti (NO)

Volli azzardare la risposta: un secco no. Ma lo feci d’istinto.

La mia esperienza da bird watcher mi aveva portato ad incontrare infiniti volatili dal canto incessante e monotono. Se c’era qualcuno che sapeva cosa volesse dire essere petulanti, quello ero io.

 

 Benestanti (NO)

Questa fu la richiesta che mi fece saltare dalla sedia di gioia.

Finalmente incontravo una vera donna da “due cuori e una capanna”!

Ed io potevo ben definirmi come “non benestante”; tanto da potermi permettere soltanto un hobby che non prevedesse nemmeno il costo della pallottole.

 

 Mostri (???)

La gioia di non essere, fortunatamente, un novello Paperone de’ Paperoni e pertanto di poter onestamente aspirare alla conquista dell’amore di una strega alteregocentrica, si tramutò in subitanea angoscia.

Mostro?!

Mi guardai e mi rimirai allo specchio.

Un giorno avrei forse potuto sminuire, con la mia sola presenza accanto a lei - che così crudelmente allontanava da sé il brutto - quella che doveva essere – ne ero certo - una bellezza mitologica?

Ero dunque io un mostro?

Come potevo rispondermi da solo?!

Non è forse la bellezza nell’occhio di chi guarda e non è altresì vero come sia bello non ciò che è bello, ma ciò che piace?

 

Un angoscioso dubbio mi accompagnò per tutti i mesi successivi: mi ero forse lanciato in una faticosa impresa di cui, un giorno, per quanto io mi fossi prodigato, non mi sarei comunque dimostrato degno?




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26 giugno 2007

La gente mormora

"...e comunque, Ricchiuti, lei sta trascurando lo Uic blogging come lo chiama lei quel suo ad personam bloggare.."

Gentile amico-a, trascurare Uic ? Magari. Non potrei neanche volendo. Dipendesse soltanto da me avrei già cambiato soggetto nel mirino, lei prenda quell'Alcestis(l'unica pierre e ragazza immagine che dir si voglia al mondo di cui non s'abbiano immagini) -Nardi(l'unico al mondo che odi Diaco in foto pur avendo fatto di tutto per assomigliargli in volto)  che faranno il matrimonio vichingo, col vichingo o senza dipende da quel che vuol vedere o fare di persona l'officiante, celebrato da Malvino, quelle si che son cose. Ma lei non immagina cosa sia diventata la Edizioni Uic.
Quella ragassa è una miniera d'oro. Ci sono non so più quanti prodotti da smerciare, la Uic mobile, l'UiC-entro estetico, la Uic-Cola fattura su Youtube una bellezza, la bambola (ma non gonfiabile, è già gonfiata di suo) e non diciamo altro sennò rompiamo la sorpresa. Senza contare che il romanzo dell'Estate, quello che sta svelando e svelerà il mistero dei 200 km, il The Bleah Uic Progiect è appena alla terza puntata, domani la quarta e siamo già pronti a pubblicare quinto, sesto e settimo. Insomma, gli affari sono affari. Uic resta il core business. Senza contare che a parte la produzione nostra c'è quella esterna che pure va smaltita.
Voi non immaginate quante mail, link di video, suggerimenti arrivino dal giro di amiche, amici, ex amiche ed ex amici, nemici, ex nemici della nostra. La gente vuol partecipare, Uic è un gran volano per la democrazia partecipativa. Certo la ragassa si sente a volte accerchiata dalle risatine alle sue spalle e di cui lei sospetta fortemente anche il suo giro. Non è stupida e l'istinto si sa non mente. Certo, se tutto dovesse andare come in programma, qui chiudiamo davvero con il botto prima di archiviare il personaggio. C'è stata promessa l'Esclusiva, voi capite. Di veder solo mani, io per primo mi stufo, gioco di mani gioco di villani e questa volta il villaggio Como c'entra poco.
Comunque, visto che mi si accusa di battere la Uic-fiacca, eccovi un riassunto in chiaro degli ultimi Uic post. Come voi sapete, la ragassa non ha sovente il coraggio di scrivere direttamente ciò che pensa, salvo quando deve minacciare dato che è abituata a Como dove anche se urli nessuno ti sente, e dunque a volte bisogna farle vincere la timidezza e quelle furbizie perecotte da valdese querulo-garrula.

Nel secondo post del 22 Giugno, dopo la figura di merda della Caselli una tantum triste ancheggiabile-ballabile prontamente smascherata da 'sto blog, la Uic si premura di confermarci che alla domanda quanti cm di pelle lasciata scoperta a respirare nelle serate danzanti del sabato italiano i suoi colleghi intendano quella dei suoi piedi(e non altro), inguainati per l'occasione in "saldali aperti" (sic). Sarà il combinato disposto di peso e sudore a saldarli, ma non dovrebbe avere troppi problemi, una volta sposata che la cosa vada via o resti potrà sempre scrivere sul blog, come le amiche di Sally, almeno di esser stata sposata. Il post si fa notare per essere l'ennesimo numero di riproposizione del vecchio adagio uicciano, "Vesto come un sacco in ufficio e fuori di qui gli assistenti al sacco m'immaginano pin up perchè se vesto male e mi copro tanto è solo perchè son Suor Uic"

Nel terzo post del 22, fa una discreta parodìa del partito di Adinolfi al quale personalmente ha paura di opporsi (e tra l'altro glielo consiglio anch'io di non osare l'inosabile e di rimaner tra pesi non di peso come noi), con l'appello per il Partito Dedicato. Dedicato, per chiunque non bazzichi il manga della compa, le Mae, Tarta, et similia, tutte quelle insomma che hanno i messenger Uic-archiviati, è quello che Uic definiva figo e che poi si è scoperto essere simile al mio amico Luca Persico dei 99 Posse. Oddio, che fosse un chiattone sexy glielo cantavano ma perchè era previsto dal contratto, poi per carità, lunga fica ai chiattoni, che però si dia del figo a un oversize e non si sia portati a farlo per empatia di chilo, lascio alla vostra malizia sospettare e pazienza aspettare.


25 giugno 2007

perché sì e perché no

L'ho detto tempo fa: per il piacere di farlo leggo quattro o cinque blog al giorno, in ordine sparso:
Redturtle, Bombay, MarcoDeAmicis, Alcestis e Nardi.
Il resto ovviamente non me ne voglia, il mio è un insindacabile giudizio legato al gusto personale. Però a richiesta potrei fare delle recensioni del perché no o del perché non sempre e del perché giammai.

Ovviamente nessuno gliel'ha chiesto. Ma il punto è un altro. E spiega anche perchè la ragassa sia una miniera d'oro. Basta poco di quello che dice e puoi tramutarlo nell'oro del sogghigno. Per il piacere di farlo legge quei cinque blog, per dovere questo. Al giorno. Ora. Di Bombay credo non freghi nulla a nessuno dai primi eroici tempi del Cannocchio, già all'epoca degli Oscan s'aggirava come un fantasma, di Bombay si ricordano al massimo le liti con Yewtree che scomparso il secondo che pure non mollava seppure per qualcuno l'istesso un boia, figurarsi il primo. Sopravvive blogghisticamente rimorchiando e scarrozzando le ragazzine d'ogni età che ancora non lo conoscono, quando lo leggi speri sempre e dai sempre per buono, onde non pensare al peggio, che sia ubriaco. De Amicis su questo blog è sacro come gli anni '80. Redturtle non si capisce cosa ci sia da leggere visto che sta sempre nei suoi commenti o in messenger, e poi veniamo al clou.
Leggere ogni giorno i futuri coniugi Alce. Ora. Passi per Nardi che scrive di continuo. Ma leggere i suoi corti, i suoi dardi, non t'impiega molto tempo. E se c'è una cosa per cui LibMag serve è proprio quella di aver incanalato fuori dal suo blog i lunghi solo. Il resto, diciamolo, il grosso della giornata di lettura come ti resta da impiegarlo, leggendo Alcestis. Alcestis. ilcannocchiale, terzultimo post il 5 Giugno, penultimo post il 10, ultimo il 22 Giugno. Di tre righe appena tra l'altro, una citazione di De Andrè. Ebbene, Uic dal 05 ad oggi 26 Giugno ha letto tutti i giorni il blog amico Alce.

Poi che altro, una scomposta chiamata alle armi di una vecchia pallosissima e macchinosissima sotto-trovata cannocchialesca, quella Casa Cannocchio che Nonsolorossi stroncò mirabilmente e che ai tempi dell'Oscan stracciammo miseramente finendo noi in hp del cannocchiale e loro nel pattume della storia. Ci siamo ancora, noi dell'Oscan, loro no e la seduta spiritica non ha funzionato, leggetevi lo spassoso duetto sull'organizzazione del sequel di quel flop tra i due comandanti armiamoci e partite nei commenti, la verità è che la nostra Uic vorrebbe entrare nella Casa, se Casa Uic si facesse sarebbe il flop number two ma lei sarebbe il reincarno di Roberta del Gf number uno. Magari lo si fa noi della Uic prodacscion.
Poi una excusatio non petita riguardo il prossimo bidone di lista musicale proamorazzi, con confuse spiegazioni sulla confusione che la gente opererebbe tra testo e musica, no Uic, impara questo, la Caselli di Insieme a te non ci sto più non è che non si balla perchè il testo, dai che ce la fai.
Poi la notizia che si sposeranno in Toscana (ma noi lo sapevamo già, e vi ripeto, la sorpresa qui sotto i ponti la vedrete passare) e che l'Inginf te lo puoi portare casualmente da Como in Toscana con una scusa. Deve essere molto distratto o uno che crede a tutto. Oppure, ma è cattiva, uno che le cose in fondo le fa proprio a caso.
Poi dulcis in fundo ha pubblicato due mail private ricevute chissà quando. La gente legge e non capisce, la spiegazione è questa, Uic sta cercando di rispondere agli autori di The Bleah Uic Progiect che con lei hanno mailato, poichè lei non ha la forza ed il talento di scrivere romanzando gli amorazzi suoi virtuali allora pubblica corrispondenza sfoggiando la sua grande e proverbiale correttezza. Di più. Fa sapere, sempre nei commenti, di avere tutto conservato, dalle mail ai messenger, e lasciate perdere quella citata ogni tre quarti del Bombay, la "ma cosa gli scrivi per farli rimbecillire così?", lasciate perdere uno perchè Bombay come sempre era ubriaco e due perchè evidentemente lui le leggeva perchè lei gliele faceva leggere sicura che non fosse nè peccato nè reato (sempre per via del suo essere ubriaco).
Ordisce una specie di ricatto, attenti che tutto pubblico. 

tu conservi le mail del 2001?


elenco punto commento commento di  uic - utente certificato  lasciato il 26/6/2007 alle 14:43,

anche le conversazioni di messanger e gli sms che scarico sul pc.
io conservo tutto.



E già immaginiamo sparse per il cannocchiale (messanger, oddio come scrivono le vecchie, vabbé) le Mae che passa a Pae che dribbla Cestis, Montepirelli, Porco con l'ali (che comunque a noi qui piace), chi men chi più.
Bene. Finalmente una risposta all'altezza della fame, ehm, fama.
Non vediamo l'ora di leggere la prima mail e rotolarsi poi nel fango.

commento di  uic - utente certificato  lasciato il 26/6/2007 alle 14:46,

e mi ricordo tutto, poi.


commento di   uic - utente certificato  lasciato il 26/6/2007 alle 14:26,

chi è stato.
sono passati 6 anni...



 

elenco punto commento commento di  uic - utente certificato  lasciato il 26/6/2007 alle 14:30,

io avevo ancora 23 anni.



 

elenco punto commento commento di  uic - utente certificato  lasciato il 26/6/2007 alle 14:34,

anzi, cosa dico???
dal primo aprile 1979 al 15 gennaio 2001 sono...


E' ufficiale, è adorabile. A domani con la quarta puntata del Bleah uic progiect, chè qui stiam rompendo Muri del Pianto ed amicizie al byte spupazzando a nostro piacimento e altrui divertimento tigri di carta mentre il Foro di Como hai voglia a qualcuno spaventare.
 






permalink | inviato da ricchiuti il 26/6/2007 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


25 giugno 2007

THE BLEAH UIC PROGIECT- cap. 3-




DICK JINXED

 

THE BLEAH UIC PROGIECT

 

© 2007 “Il fantastico mondo di Uic” Edizioni – Tutti i diritti riservati

Ogni riferimento a fatti, persone e luoghi realmente esistenti è puramente casuale.

Ogni riferimento a fatti, personaggi e luoghi solo virtuali potrebbe non esserlo.

 

 

 

 

 

 

CAPITOLO 3

Patti Chiari.

 

 

Le storie d’amore intense, quale sia il loro successivo svolgimento, si possono classificare tutte, per quanto riguarda la fase iniziale, in due sole forme contrattuali: “Papyrus Alba” (carta bianca) o “Praemissae Manus” (mani avanti).

La prima tipologia è più facilmente riscontrabile negli amori adolescenziali, sebbene si siano registrati diversi casi anche in età avanzata.

Tutte le virtù e qualità della persona amata si presentano agli occhi dell’amante così straordinarie da obnubilare completamente alla vista dello stesso quei difetti e idiosincrasie che, in modestissima quantità si intende, devono pur essere presenti.

Espressioni come “tutto quello che vuoi tu, tesoro” sono generalmente le uniche clausole presenti in questa prima tipologia di contratto pre-infatuazione.

Che la carta bianca sia poi davvero tale è annosa dissertazione solo per i più cinici tra gli osservatori.

Con l’esperienza e dopo anche qualche piccola delusione si è piuttosto inclini a stipulare tra le parti un contratto del secondo tipo.

Le clausole di questa tipologia di contratto possono essere infinite tante quante lo sono le infinite avversioni, insofferenze, allergie, antipatie ed intolleranze nonché desideri e piccole manie di ciascuno. A scopo puramente indicativo posso elencarne qualcuna: “Io non mangio pesce”, “il venerdì io ho il calcetto”, “io non amo camminare”, “io quando ho sonno dormo”, “io non voglio toccati i capelli, mai!”, “io solo davanti”...

Persino ad un giurisperito dilettante sarebbe evidente come in questo secondo tipo di contratto prevalgano di gran lunga i pronomi personali di prima persona singolare (io) rispetto a quelli di seconda persona singolare (tu).

Che poi la maggior parte dei rapporti amorosi finisca con la triste consapevolezza di aver firmato due contratti affatto diversi è materia solo per gli agiografi.

Consapevole di tutto ciò e delle regole minime per instaurare un rapporto serio - che le mie intenzioni fossero assolutamente serie è fuor di dubbio - mi accinsi ad un’attenta disamina di quelle che dovevano essere le imprescindibili condizioni cui sottostare per farmi breccia nel suo cuore.

 

ASTENERSI PSICOPATICI

 

Me tapino! Quell’avviso a caratteri cubitali suscitò in me subito una discreta apprensione.

Poiché del termine psicopatico nemmeno la dottrina psichiatrica è riuscita a dare una definizione univoca ed incontrovertibile – il dibattito tra varie scuole di pensiero prosegue tuttora senza esclusione di colpi – l’unica possibilità per verificare se io rientrassi in quella da lei reietta categoria, fu semplificarlo e volgarizzarlo in un più immediato pazzo.

Ora: pazzo, ero pazzo. D’amore, si intende. O perlomeno ero sulla buona strada.

Eppure il suo invito ad astenersi doveva essere certamente destinato ai pazzi nell’eccezione più negativa del termine. Non a me quindi.

Tuttavia ci vollero diverse settimane di ulteriori indagini perché la mia ansia scemasse del tutto.

Ero sì un giovane bird watcher ma non poi così inesperto delle cose della vita.

L’esperienza personale, se pur piccola, mi aveva insegnato come, anche tra persone che si vogliono bene, si ricorra all’appellativo pazzo ogni qual volta ci si trovi davanti ad un comportamento apparentemente inspiegabile; apparentemente.

Io stesso, per esempio, avevo tacciato di pazzia una persona che regolarmente si ostinava ad ordinare, nonostante il menù ne contenesse di suo già duecentotrentasei tipi diversi, una pizza fatta su misura con improbabili mix di ingredienti; per poi, altrettanto regolarmente, mangiarne nemmeno la metà.

Nondimeno potrei scrivere volumi e volumi se elencassi le volte in fui io ad essere accusato di pazzia.

A ben pensarci: come può definirsi un giovane che si svegli tre giorni consecutivi alle cinque del mattino per farsi quattrocento chilometri in auto, mettere il sedere a bagno in una putrida palude, farsi divorare vivo da zanzare grosse come albicocche, procurarsi dilanianti crampi muscolari da posizione accovacciata e faccia tutto questo al solo scopo di fotografare un esemplare di Circus aeruginosus (o falco di palude), se non come un pazzo?

Fortunatamente, come scoprii in seguito, eventuali mie piccole tare psicologiche non solo sarebbero state da lei amorevolmente comprese ma addirittura sommamente desiderate.




permalink | inviato da ricchiuti il 25/6/2007 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


23 giugno 2007

Uic-Cola, spot n.02-It's the final countdown, THE UIC-SISTERS VS RICCHIUTI




UIC-COLA, SPOT N.02- THE UIC-SISTERS VS RICCHIUTI-"LIVE ON THE UIC SIDE OF LIFE"


io ricchiuti se t'incontro ti tiro tanti calci nel culo che nemmeno te lo puoi immaginare

Faccio un favore a uno che vorrebbe fare il grecista e far pensare alla guerra, invece è solo una stolta battagliucola che non si capisce perché conduca. Ma non fa nulla.
Per il vostro piacere ecco di seguito:

Non se ne può più di queste biondine in serie aspiranti paccottiglia



permalink | inviato da il 22/3/2007 alle 15:36




LIVE THE UIC SIDE OF LIFE







permalink | inviato da ricchiuti il 23/6/2007 alle 16:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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