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3 novembre 2007

Mamma mia che impressione-versione originaria

Mamma mia che impressione

Mamma mia, dove sto. Praticamente in mutande ma tres chic. Sbraco libero, e autorizzato in tribuna autorità, ora che finalmente si può. Il Mammone Capezzone è andato via, per altri lidi, e ci ha lasciato gli orfani in cuore di panna.

Praticamente sono così, è chiaro, truce e me ne vanto. Un vendicatore vidimato.

Bombolo in giacca e cravatta sul blog dei grandi chiamato alla paliata dei capezzoni infranti.

Il primo pensiero è chiaro, ma ‘n do vanno più. E meno male. Ma voi ve la immaginavate, ci dormivate la notte con LibMagazine incombente, di qui a poco, sulle vostre tasche, prima ancora che le vostre teste. L’invasione dei Nardi, un secondo (a vita )una battuta (a morte), i dardi, i doppi cognomi in redazione, i Punzi ma soprattutto. Le Ranx Xerox di Punzi, il ritorno del ciclostile ma questa volta con la greve pecca di avere pure un volto (da) umano. Quasi. Comunque, aperto il dibattito. I minuetti, al direttore la grande novità, al direttore il fondo schiena(to), gli editorialini a turno, le fidanzate in redazione, il cugino alla porta, le amanti in redazione e non è colpa di Castaldi, le interviste in gin-occhio e l’altro occhio al Cap se non al seltz, i Malagò in Fronterrè, gli oh Federico che è dolce come un fico. Quell’aria non so boh.

No, no, non si poteva fare. E benediciamo la diaspora del Generale scappato con la cassa, cioè se stesso, del reggi-mento (dalla noia) o moccolo che dir si voglia. Capezzone è ito, LibMagazine affondato. Due piccioni di vaglia oramai separati in Casa (delle Libertà) in due postazioni sul mondo, nelle due fondamentali correnti della rava e della fava.

Comunque io la separazione l’ho vista in diretta e ve la voglio raccontare.

Perché il dibattito sarà anche interessante, aggiornato, moderno, riciclabile, à la page e su tutte l’altre pagine dei giornali, e “la democrazia interna è una truffa”, e “il foro telematico”, e il “Blog dei blogghe”, ed il Capo dei (sotto) capi, ma noi vogliamo la ciccia. Non i brufoli.

S’è svolto pressappoco così.

Scena, marito fresco sposo torna prima a casa dal lavoro in redazione, trova a letto moglie con un altro, mentre lei è impegnata nell’accordare il proprio amplesso con l’altro lui se ne va. Dicendole tutto tonitruante e soddisfatto, cara sono io che lascio. Caro che fai, vado, io invece me ne vengo.

E’ un prodotto della Libmagazine edizioni.

Ogni riferimento è anche sin troppo, più che educato, edulcorato. Un ultimo pensiero va al primo, per tempo, transfuga (che non si legge trans in fuga). Il minuto di raccoglimento per il morto che non muore come il passato che non passa è tutto suo.

Castaldi mo’ sta da Pannella, tanto dal nervoso. Sta a prendersi qualcosa, chi dice una lezione, chi dice l’assoluzione, chi una camomilla, chi l’ennesimo limone da succhiare. Il più bruto di tutti ha detto, persino, brodino. Poro Castaldi, sto in pena, mi piange. L’unico rompipalle cipolla anziché gatta da pelare. Quell' uomo è una sora camilla, per sentirsi il papà Capezzone sta cercando di lasciare qualcuno da anni. Ma nessuno mai se la piglia.









Versione originaria di questo che segue.
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2 novembre 2007
Mamma mia che impressione

di Ricchiuti 


amma mia, dove sto. Praticamente in mutande ma trés chic. Sbraco libero, e autorizzato in tribuna autorità, ora che finalmente si può. Il Mammone Capezzone è andato via, per altri lidi, e ci ha lasciato gli orfani in cuore di panna. Ovvero, per essere precisi"Michele Fronterrè, presidente di LibEdizioni, associazione proprietaria di questa testata, ha revocato all'on. Daniele Capezzone il mandato di Direttore Politico della rivista". E chi l'avrebbe mai creduto, pensato, anche soltanto sperato? Perché questa, signori, oltre che una notizia da assalto alle edicole - e agli sportelli, per chi avesse letto l'intervista del presidente della Commissione Attività Produttive nella quale faceva sapere che i soldi per il network Decidere.net li aveva avuti con un mutuo in banca (nella stessa intervista era fermamente convinto che Happy Days fosse una serie tv fatta negli anni '50, e non ivi ambientata) - è anche roba da dramma in atto. Il primo pensiero è chiaro, ma ‘n do vanno più. E meno male. Ma voi ve la immaginavate, ci dormivate la notte con LibMagazine incombente, di qui a poco, sulle vostre tasche, prima ancora che le vostre teste? L’invasione dei Nardi, un secondo (a vita) una battuta (a morte), i dardi, i doppi cognomi in redazione, i Punzi ma soprattutto. Le Rank Xerox di Punzi, il ritorno del ciclostile ma questa volta con la greve pecca di avere pure un volto (da) umano. Quasi.

Comunque, aperto il dibattito. Capezzone è ito, LibMagazine affondato. Due piccioni di vaglia oramai separati in Casa (delle Libertà) in due postazioni sul mondo, nelle due fondamentali correnti della rava e della fava. Comunque io la separazione l’ho vista in diretta e ve la voglio raccontare.  Perché il dibattito sarà anche interessante, aggiornato, moderno, riciclabile, à la page e su tutte l’altre pagine dei giornali, e “la democrazia interna è una truffa”, e “il foro telematico”, e il “Blog dei blogghe”, ed il Capo dei (sotto) capi, ma noi vogliamo la ciccia. Non i brufoli. S’è svolto pressappoco così. Scena, marito fresco sposo torna prima a casa dal l
avoro in redazione, trova a letto moglie con un altro, mentre lei è impegnata nell’accordare il proprio amplesso con l’altro lui se ne va. Dicendole tutto tonitruante e soddisfatto, cara sono io che lascio. Caro che fai, vado, io invece me ne vengo. E’ un prodotto della Libmagazine edizioni. Ogni riferimento è anche sin troppo, più che educato, edulcorato.

Un ultimo pensiero va al primo, per tempo, transfuga (che non si legge trans in fuga). Il minuto di raccoglimento per il morto che non muore come il passato che non passa è tutto suo. Castaldi mo’ sta da Pannella, tanto dal nervoso. Sta a prendersi qualcosa, chi dice una lezione, chi dice l’assoluzione, chi una camomilla, chi l’ennesimo limone da succhiare. Poro Castaldi, sto in pena, mi piange. L’unico rompipalle cipolla anziché gatta da pelare. Quell' uomo è una Sora Camilla, per sentirsi il papà Capezzone sta cercando di lasciare qualcuno da anni. Ma nessuno mai se li piglia.

Off topic ed ex post: La vicenda della censura del nostro post da parte di Kilombo si è chiusa. Il post è tornato visibile, come giustamente doveva essere, per opera di un altro redattore che ringraziamo. Il blogger che lo aveva oscurato si è ben guardato dall'oscurarlo di nuovo. In più, Tisbe ci ha dedicato un post e Swampthing ha addirittura pubblicato un crosspost che rimandava al nostro. Per la proprietà transitiva, anche quello di Swa - che era totalmente dedicato al nostro - avrebbe dovuto essere oscurato. Non è stato fatto, e quindi da questo traete le vostre conseguenze.

E pensare che il ragazzo, in una mail inviataci, ci scrisse: "A voi vi lascia indifferente la questione sull'identità del vostro aggregatore? bene. Per noi invce non lo è. Quindi noi della redazione decideremo di conseguenza". Appunto, viene da dire. Si è agito di conseguenza, e il post è tornato lì. Zitto, muto e a catena. Forse, se avesse rimesso a posto tutto dopo la nostra prima, gentile richiesta, si sarebbe risparmiato tutto ciò. E cioé che a dargli torto fosse la quasi totalità di tutti quelli che sono venuti a conoscenza della storia. Con questo, speriamo si capisca che il signorino è "unfit", tanto per citare l'Economist - altro pericoloso covo di forzitalioti come il blog di Calvin - al ruolo che ricopre. Un bacio quindi al blogger redattore così smentito (e autosmentitosi, visto che non ha tolto il post nuovamente), e alla "spia" - nome in codice: Vermilinguo - che gli ha fornito l'abbocco facendogli rimediare la figura di merda. Vermilinguo, avremmo voluto scrivere anche qualcosa su di te. Poi abbiamo capito che ciò avrebbe costituito accanimento terapeutico. E questo non sarebbe stato carino.

Gregorj
direttore (ir)responsabile di Giornalettismo Militante

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permalink | inviato da ricchiuti il 3/11/2007 alle 18:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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