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Politicamente corretto


27 luglio 2006

Cap. 89

Ho letto il Piccola Posta di Sofri dove si dà dello squadrista a Travaglio.E Sofri ha ragione.Per carità, ce ne fossero di Vanna Marchi come lui.Travaglio il persecutore nazionalpopolare in nome del senso comune, politici ladri e mignotte, che scrive sul giornale di un perseguitato da quel brodo d'incultura nazionalpopolare che così sapientemente aveva inquadrato in vita come Gramsci è un errore genetico come ampiamente denunciato e dimostrato.
Al quale spero si vorrà provvedere prima o poi.E se Padellaro non è d'accordo, un calcio in culo più elegante, così lo capisce, anche a lui.
La dirigenza diessina non può permettersi di avere cazzabubboli sparacazzate destrorse come 'sti due in eterno.(Pardòn, Eternit ).
Travaglio ha scritto cose inesatte fomentando paure e giocando sull'emotività delle eterne vittime italiane che in Italia non si negano mai a nessuno.
L'indulto abbuona una parte di pena.Punto.Non estingue il reato.Punto.Ergo, i risarcimenti danni ci saranno.Punto.
Eh ma poi signora mia fanno l'amnistia.
Signora mia, son vent'anni che devono farla e non vogliono farla.
Cosa facciamo, ci inventiamo cose che non esistono in relazione a ipotesi tutte campate in aria e di là da venire per giustificare azioni pseudopolitiche fazzoletto in testa e camicia sudata fuori Montecitorio alla Peròn che hanno una unica conseguenza, bloccare un provvedimento indifferibile di clemenza già pronto mettendo il tutto in conto alle uniche e certe vittime che abbiamo, i sovraffollati dietro le sbarre.
La destra s'appoggia a Di Pietro e pure a Travaglio.Ritorno alle origini per loro.E mi sa che la sinistra dovrà farsi carico della parte liberale da quelle parti.
Prepariamoci allo scambio.A loro la polizia, a noi Berlusconi.

Specie adesso che ha dato dello "scudetto alla carriera" a quei ricchi ex scemi della Beneamata.
Dovrei perdere 20 kg

enzo scrive:
una volta pesavo 85
enzo scrive:
poi scesi pure fino a 73
enzo scrive:
pensavano avessi l'aids
enzo scrive:
poi ritornai a 85
enzo scrive:
andavo in palestra
enzo scrive:
ero bello
enzo scrive:
ora son così
enzo scrive:
un signore di mezz'età con pancia  e occhiali blu che legge il foglio e vota a sinistra

enzo scrive:
infatti (non vuol dire niente)
enzo scrive:
mi piaccio probabilmente
 

enzo scrive:
perciò non cambierò mai per non morire come dice la mannoia facciano le donne

 
Me li immagino, molti commentatori della Clessidra, con la zeppola, chissà perchè.
Accidenti, accidentaccio.
Eccolo là l'assist da destra, pulitino anzichè no completo di chiusa perbenina sui "dilinquendi", di Mister Filippo Facci una delle penne che più volentieri si fan leggere e giudicare.
Più sbarre per tutti


• da Il Giornale del 26 luglio 2006, pag. 1


di Filippo Facci

Chi invoca la certezza della pena finge di non capire che l'indulto è necessario proprio perché la certezza della pena possa essere garantita: la certezza di una pena, ossia, da scontarsi umanamente secondo l'articolo 27 della Costituzione. Non siamo lo Zambia e non siamo neppure Di Pietro: le carceri italiane sono dei carnai e una classe politica decente ha il dovere di occuparsene, anche perché l'indulto non cancella la pena e riguarda solo reati minori. Chiaro che è una pezza, un differimento del problema: stanno costruendo nuove carceri e presto il governo raccoglierà frutti seminati in precedenza, resta che l'indulto è necessario e che non se ne facevano da 16 anni. Non lasciate che a giudicare questa classe politica sia uno come Di Pietro, uno che per coltivare il suo orticello forcaiolo va raccontando che vogliano soltanto liberare Previti (che è già a casa) o ancora vogliano liberare altri furbetti che devono ancora essere giudicati (è la comica versione di Marco Travaglio) e non fatevi fuorviare, insomma, da chi straparla di sbarre perché non ha altre maniere per essere riconoscibile. I signori della sinistra accettino tuttavia un consiglio: piano col dire che verranno liberati «solo» i violatori della Bossi-Fini, gli smerciatori di sigarette e dvd piratati, i piccoli spacciatori e truffatori, insomma la piccola criminalità: perché ciò non toglie, parola di garantista, che costoro la galera la meritassero.

 




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27 luglio 2006

Cap. 88

A proposito di chi non vince proprio mai.
Adinolfi, adesso, s'ispira a Moro.Non più a, cito dal lontano blogging di principio andato, "Tony Negri e Francesco Cossiga", per capire e alleviare levandole dall'incomodo della mediazione moltitudini e masse.E difatti il polpettone demoplutogiovanilistico è quello moroteo risciacquato al Pincio.
Però attenzione che secondo me ce l'ha quasi fatta.O è a un passo dall'ingresso nella mailing list del costituendo Elefantino Party all'amatriciana.Oppure è talmente distante che se le sta giocando tutte.Perchè scaricare i matti e i cattivi maestri è la prima cosa da fare in questi casi, quando la nave affonda o sei in procinto di farla salpare, prima ancora di donne e bambini.

Al direttore - I giustizialisti prestati al calcio risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. A noi resta da dire solo una cosa: siamo tutti juventini. 
Giuliano Cazzola, Roma
Il pezzo di Rocca è definitivo come tutte le sentenze tra una sentenza e l'altra, tutte le opinioni tra una verità e l'altra, e ve lo posto.Nonostante non ci faccia una gran figura a darvi la pappa pronta con la malizia del principio d'autorità.Ma fa caldo e poi a che serve una risciacquettata con altre parole dello stesso affidabile estremo punto sulla questione.Eh lo so che a Castaldi Rocca di quà e là, neanch'io lo sottoscriverei sempre extraCalciopoli, però così è, il copincolla da Rocca, perchè così mi pare.
Il pezzo segue, la sintesi casomai è questa.
Il sistema non esisteva.La cupola non c'era.Il calcio come la vita premiava ben congegnati di talento torti e fortunati meriti casuali solo sul campo.E come la vita prevede, c'erano fisiologiche lobbyng e controlobbyng addosso di uomini dello stesso ambiente.Rocca di suo ci mette il carico da novanta calcando sulla operazione simpatia dell'autonondifesa juventina come bubbola autofregatura di un gruppetto di neofregnoni doppiocognomi doppiocoglioni nella sede turineis.Oramai sede da Pessotto in giù di autolesionisti e scemotti, forse cornuti, voli d'angelo a farsi male.Io invece sto a pensar male pensando bene del talento Ellkann nel far fuori dai gioielli di famiglia un asset inutile e costoso fuor della loro mentalità ebraico-amerikan-cosmopolita tagliandosi apparentemente i gioielli di famiglia personali.
Ricordatevelo.
non c'era nessuna cupola
27/07/06  14.43.19  pat  enzo  io sarei per un bell'indulto subito a patti chiari peró
27/07/06  14.43.23  enzo  pat  nessun sistema
27/07/06  14.43.24  pat  enzo  sí
27/07/06  14.43.39  enzo  pat  però è concettualmente ammissibile si possa pensare che forse ci sia un illecito
27/07/06  14.43.42  pat  enzo  e a settembre immediatamente giustizia e carceri
27/07/06  14.43.53  enzo  pat  comandassi io
27/07/06  14.43.56  enzo  pat  in 24 ore
27/07/06  14.44.02  enzo  pat  calci in culo pubblici a 
27/07/06  14.44.07  enzo  pat  travaglio, borrelli
27/07/06  14.44.21  enzo  pat  candido cannavò , giosef, bracardipivo, paolo liguori
27/07/06  14.44.22  pat  enzo  esagerato
27/07/06  14.44.29  enzo  pat  antonio di pietro
27/07/06  14.44.30  pat  enzo  ci servono i giudici
27/07/06  14.44.36  pat  enzo  senza saremmo nei casini
27/07/06  14.44.41  enzo  pat  immediata cancellazione delle sentenze caf
27/07/06  14.44.44  pat  enzo  é la giustizia in se che va riformata
27/07/06  14.44.47  pat  enzo  e le carceri
27/07/06  14.44.48  enzo  pat  risarcimento danni alla juve
27/07/06  14.44.50  pat  enzo  che fanno schifo
27/07/06  14.44.57  enzo  pat  indulto e amnistia amplissime
27/07/06  14.45.07  enzo  pat  fuori dal carcere quelli in attesa di giudizio
27/07/06  14.45.14  enzo  pat  abolizione della bossi-fini
27/07/06  14.45.18  pat  enzo  processi veloci
27/07/06  14.45.20  enzo  pat  abolizione legge 40
Tutto quello che in parte di questo tutto lo troverete scritto da questa parte che segue.
Quella della abominevole ma concettualmente ammissibile voce di opinione pubblica fuori dal coro per il pubblico di merda.
@@@@
Né vergogna né colpo di spugna. Quella del professore biancoceleste Piero Sandulli è una sentenza quasi perfetta, soltanto eccessiva nelle sanzioni comminate al Milan, alla Lazio, alla Fiorentina e, soprattutto, alla Juventus (con la coda ridicola dello scudetto dello scorso anno – quello non oggetto di alcuna indagine e con Bergamo e Pairetto già in pensione – che l’ex consigliere d’amministrazione dell’Inter Guido Rossi ieri ha assegnato proprio all’Inter, classificatasi al terzo posto a una distanza da Juve e Milan calcolabile soltanto da un supercomputer della Nasa. Ora manca soltanto che Rossi nomini senatore Recoba e che Massimo Moratti paghi il premio scudetto ai suoi, poi per questa estate dovremmo aver finito).
Ci sarà comunque occasione, tra Tar e nuova recentissima giurisprudenza europea sulla concorrenza, per mettere a posto le cose della sentenza che non vanno e quindi non falsare la prossima serie A. Nel frattempo i nuovi padroni – si spera temporanei – del calcio italiano hanno combinato un bel pasticcio riabilitando il Milan, come meritava, per la Champions League: la Uefa ha fatto sapere che potrebbe non accettare la squadra del Cav. per motivi etici, visto che la giustizia sportiva ha comunque condannato il Milan a una penalizzazione. Ma, in caso di esclusione Uefa, in Champions non subentrerebbe nessuna squadra italiana, con il risultato di avere una formazione in meno rispetto alle quattro che ci spettano. Un bel risultato per questa brillante gestione, che già aveva pensato di cacciare Marcello Lippi dalla Nazionale.
Ma dopo la sentenza Sandulli, ciò che conta è che l’intera impalcatura giuridico-mediatico-baristica di Calciopoli o di Moggiopoli, insomma del campionato più truccato del mondo, è crollata in modo definitivo, dopo essere stata già ridicolizzata allo stadio Olimpico di Berlino una sera d’inizio luglio. Sentite come ha commentato il presidente della Corte federale la sua stessa sentenza: “Abbiamo debellato un sistema, anche se fatto solo di contatti atipici e anche goliardici, quasi da caserma, che sarebbe stato opportuno non ci fossero”. Avete letto bene: contatti atipici, goliardici, quasi da caserma. Ma, allora, dov’è finito il più grande scandalo sportivo di tutti i tempi, che ex post fa vibrare d’indignazione un militante civile come Candido Cannavò? Semplicemente non c’era, era una bufala inadatta perfino a una puntata del Processo del lunedì.
Ci avevano spiegato che “era tutto vero”, che quelle intercettazioni dimostravano i peggiori sospetti dell’Italia pallonara, questo paese fondato su 58 milioni di commissari tecnici e su 45 milioni di antijuventini. Ebbene, questa teoria della cospirazione moggiana elaborata nei centri studi della Gazzetta dello Sport e messa in atto da menti raffinate come Guido Rossi, Francesco Saverio Borrelli ed Elio Corno non ha retto la prova dello stesso processo, chiamiamolo così, organizzato per operare più da plotone d’esecuzione che da amministratore di giustizia.
La sentenza di martedì, ma anche quella della Caf, dice infatti che era tutto falso, che non c’era nessuna cupola, che non c’era nessuna associazione a delinquere, che non c’era nessuna corruzione, che non c’erano partite taroccate, che non c’erano arbitri coinvolti, che la Federcalcio non aveva fatto nulla di male, che i sorteggi arbitrali erano regolari, che non c’erano ammonizioni preventive, che le tre squadre rimaste in serie A non hanno commesso illeciti sportivi e che quello contestato alla Juventus era talmente inesistente che se lo sono dovuti inventare nuovo di zecca, mutando geneticamente tre comportamenti “di per sé” non configuranti l’illecito, appunto, in un illecito. E siccome non stava in piedi nemmeno questo 3x1 dei poveri, è arrivata una formidabile interpretazione del codice sportivo soltanto “concettualmente ammissibile”. La Juve del diabolico Luciano Moggi – incupolato con il solo Giraudo e senza l’ausilio di arbitri e federazione – avrebbe ottenuto “vantaggi in classifica” diversi dagli unici conosciuti in natura, cioè quelli ottenibili attraverso tentativi di alterare lo svolgimento di partite.

Il fallimento di Rossi, Borrelli (e di Cobolli G.)
Oltre, questa sentenza non poteva andare. La condanna era stata già comminata in piazza da una cinquantina di anni. Ci fosse un terzo grado di giudizio – quello che Rossi ha opportunamente provveduto a saltare – finirebbe con la Juve in A più qualche punto di vantaggio a mo’ di risarcimento. Dicono che Rossi, deluso, se ne andrà sbattendo la porta. Borrelli idem. Sarebbe il caso di raccogliere firme per la riabilitazione di Franco Carraro, destituito dalla presidenza della Federcalcio che ha vinto la Coppa del mondo. E’ rimasto soltanto Paolo Liguori a gridare “l’è tutto vero, l’è tutto vero”, neanche fosse Chicchi Pacini Battaglia o l’ultimo giapponese della barzelletta. Il Tar potrebbe ordinare di rifare il processo e, quindi, di sospendere le sentenze, con possibili richieste di risarcimento che potrebbero mandare la Federcalcio in bancarotta. C’è anche la nuova opportunità offerta da una sentenza della Corte di giustizia europea che il 18 luglio ha imposto alle federazioni sportive di sanzionare gli illeciti in modo proporzionato agli obiettivi sportivi e di non intaccare i patrimoni delle società, viceversa i tribunali ordinari dovranno invalidarle perché in violazione delle norme sulla concorrenza.
Oppure potrebbe restare tutto com’è, con la Juventus a fare da capro espiatorio. In questo caso, però, i bianconeri non giocheranno in B a causa di Moggi e Giraudo, ma della comica operazione simpatia lanciata dal nuovo presidente Cobolli Gigli e da tutti i vecchi e nuovi dirigenti dotati di doppio cognome.
Christian Rocca




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26 luglio 2006

Cap. 87

25/07
Sul perchè girino notizie che in fondo non fan notizia

Sono non notizie.
Nessuno va in guerra perchè la guerra la fanno solo i generali israeliani e gli Hezbollah.I caschi blu non sono soldati, sono turisti della democrazia.La Nato non si muoverà perchè forze d'interposizione significa, appunto, piazzare turisti della democrazia.
La differenza con il governo Berlusconi è che ora l'Italia, con la splendida figura terza dell'equivicinanza, ha autorevolezza presso entrambe le parti.Può servire, se si ha voglia di sedersi al tavolo.

La sentenza del terzo divenuto secondo grado della giustizia sportiva è pleonastica.Male che vada non serve a nulla.Non si entra nel merito, e i ricorsi amministrativi sono già pronti.
Su quella di primo grado ho un faldone di diario dal vivo che non ho tanta, anzi nessuna, voglia di ricopiarlo.Il Milan rivoleva due scudetti quando ancora si faceva in tempo a disfare tutto ed è la squadra di quell'orangutango di Gattuso l'onesto: chi è causa della sua sventura, pianga la propria stoltezza.Quella di non avere un efficiente ufficio stampa.

Di Pietro farà notizia quando farà qualcosa di sinistra.Che marci contro l'indulto non desta alcuna meraviglia.E che dietro di lui ci sia gente che si crede di sinistra perchè è a favore dell'ordine, ancora meno.Per fortuna che in un sistema bipartisan c'è pure l'opposizione.La quale voterà a favore, spiazzando questa chiassata vandeana a cui ha dato il La Eugenio Scalfari, nelle sue componenti più avanzate.Il resto è benaltrismo che avanza, dietro Di Pietro ci sarà sempre posto.Come si diceva ai rivoltosi di destra dei '70, mettetevi a sua disposizione.

L'unica cosa intelligente che ho sentito dire su amnistia e indulto in tutto questo spropositar di (dar) ragioni a Di Pietro l'ha detta credo un sottosegretario in aula.Ribattendo ad una antica quaestio sul perchè si debban dare clemenze periodiche istituzionalizzate, si è semplicemente citato il testo costituzionale che quei provvedimenti richiama esplicitamente.Per farne che se non farli vivere nella prassi, nel senso comune e nella legalità repubblicana.
No, perchè son stufo del mostro che ogni tanto sbuca personalizzando la mancata concessione.
E' ora che si dica che lo si fa per piacer alla Costituzione.


Sulle intercettazioni sto aspettando da mesi la commissione Polito.
La legge la sto aspettando invece dall'estate scorsa.
Quando non la si volle perchè il mostro non era Previti.Ma Fassino.
--
26/07/06

http://annefrankanno2006italia.spaces.msn.com/
Lei scriveva e ambiva ad essere olandese, ebrea, giornalista, scrittrice.
Il concorso per diventare, con una fotografia, ciò che Anna Frank non voleva diventare al posto suo.
Come un contrappasso grottesco degli dei che hanno capito male.

 




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25 luglio 2006

Cap. 86

Sono un elettore al recente neoeletto Parlamento di Rifondazione Comunista.L'ho fatto per, tra le altre cose, portare avanti e a termine il progetto d'indulto.
Ecco perchè sto con la segreteria del partito quando si dichiara a favore della proposta già approvata in Commissione, il cardinale che entra in aula già vestito da Papa.
E non scriverò alcuna lettera di dissenso agli organi decisionali del partito.
E non stigmatizzo affatto questa volta i Diesse, come altre volte in materia in passato, rei di un buon compromesso che questa volta non han mancato di fare.
Sarei stato allo scrittoio della polemica se si fosse rinnegato tutto questo ben di Dio accodandosi alle tristi manifestazioni da maggioranza silenziosa dell'asse Di Pietro-Scalfari.
I buoni borghesi, non i grandi borghesi e i piccoloborghesi, stiano con noi, insegna Bertinotti.
E se gli scappa pure che D'Alema è il miglior Ministro degli Esteri per via delle grandi possibilità che a noi politica estera da protagonisti ha aperto, non posso che riconfermare virtualmente il mio voto.
E', come l'atto di clemenza, una "priorità assoluta".




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24 luglio 2006

Cap.85

Vite parallele, Gennaro Gattuso da quando si è pronunciato a sfavore dell'amnistia è diventato un professore smettendo per tutti l'abito di operaio, Clemente Mastella invece con il suo motteggiar "Festival dell'ipocrisia" il Lodo Ruperto ha scoperto per tutti la trasgressione dell'onestà intellettuale svestendo la mancanza cronica di fede certa in questioni in punta di principio e affidabilità.
I Radicali intanto in tutto questo cambiar di posto a tavola boicottando il testo d'indulto da loro relazionato e approvato in commissione,restano fedeli alla linea, alla larga del minor danno.Al posto dove te li aspetti.Seduti.
--
Detto questo un fottìo di giorni fà, aggiorniamo il dibattito sull'indulto partendo dai rudimenti.
L'indulto è un testo che va coordinato con l'opposizione.Non è che lo dice il diavolo o lo si faccia per reclamare diritti all'inciucio.No, è che la matematica non è un'opinione ma la politica stessa.
Quella che si fa discutere, almeno.
L'indulto dei due terzi è un provvedimento da scrivere insieme al proprio avversario.Tu ne scrivi un capitolo, lui il seguente.Ci eravamo arrivati tutti a questo, persino Sansonetti su Liberazione ce l'aveva insegnato e fatto ricordare che Previti non è il centro e la fine del mondo se puoi avere quello che ti serve.
Niente, è arrivato Di Pietro che di mestiere farebbe i Lavori Pubblici ma che in pratica sta a fare il cane da guardia dei fascicoli delle Procure con le quali ha collaborato.Uno che mentre il sottoscritto l'avrebbe gradita una palata di appalti per rimestare ridestando il circolo ben poco virtuoso,e  chissenefrega, dell'economia al Sud trova il tempo per dire sempre la sua, persino su Calciòpoli, e sempre quella sbagliata che però piace come piace agli italiani sentirsi onesti sui giornali.
Il testo salvaPreviti era stato approvato in Commissione, praticamente cosa fatta in aula.
Chi vuole l'indulto non sta con Previti ma sta per l'indulto contro le leggi contrapersonam,chi non vuole l'indulto non sta a sinistra, inutile la meniate.Di Pietro non fa parte della sinistra, non fa parte neanche della politica come logica trattabilità.
Non ne fan parte magari neanche i radicali per quanto detto sopra, salvo complicazioni che a onor loro ci son spesso comunque state come per la 194.
Rivendichiamo, auspicandoglielo, per l'onorevole Di Pietro il diritto a farsi uscire prima o poi il diritto alla complessità.
 




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21 luglio 2006

Cap. 84

Allora.Ho fatto una ricerca su Google di Langone.La libreria non ha saputo ordinarmi il libro, m'han detto, perchè non riuscivano a trovarlo, neanche su internet.Io al primo colpo ho trovato la targa, Marsilio.E me ne sono subito vantato.In una recensione di Doninelli del 17 scorso su Il Giornale, mai sentito prima, Doninelli, la recensione scatta briosa, dice di essere uno scrittore.Ma lo capisco solo quando leggo un suo articolo su Zidane, le testate, il disagio, la grandeur, le banlieus, il bisogno d'essere invidiati.E perchè usa termini come la "straordinaria normalità", che se fosse davvero uno sfigato ragioniere come sognano di dover essere gli scrittori per diventare grandi scrittori non ne parlerebbe in quel modo.E non userebbe preannunciare satira per preimpostare una ripiccosa controrecensione nella recensione al Langone che gli ha detto "poco obliquo".Quella è roba da scrittori veri senza se e senza ma.Camillo Langone e le sue acchiappanze, brutto di faccia ma la penna baciata da Dio, il che dimostra perchè le donne siano così superficiali nell'arte e parte da poter farsi baciare solo da uomini,che se detta da un ateo solo a volte devoto non so se sia omologabile ma detta da un non cattolico sa di multiculturalismo un pò coloniale,non so cosa salverei del libro benchè non l'abbia ancora letto ma so cosa di 'sto Doninelli, il titolo all'articolo.
Che non ha messo lui.Che poi neanche Langone, eteroantifrocio a prova di Pasolini morto e seppellito ad Ostie e moralizzato, si può complimentare con se stesso nè esce bene perchè qui tra il solito odio alle donne, il termine "disagio" e la sbandierata voglia di acquistare un libro in piena Italia ne è uscita proprio una roba da finocchi.

 
 
Langone, collezionare se stessi strangola lo stimolo  - di Luca Doninelli -
Camillo Langone si dice, contrariamente al sottoscritto, un collezionista di città. Lo afferma il titolo del suo bel libro (Marsilio, pagg. 250, euro 13), che raccoglie un buon numero di articoli scritti su Il Foglio e porta in copertina un'antica immagine dell'Italia rovesciata. Non è che Langone perda il suo tempo a dire che l'Italia è tutta sottosopra: il fatto è che Langone è di Parma, e la copertina indica la penisola vista, appunto, da Parma.
Langone vive a Parma, sosta in mutande davanti alle finestre spalancate,
saluta con garbo malizioso parecchie signorine, alcune delle quali molto maleducate con lui. Il suo cattolicesimo non m'interessa. Una di queste signorine, veneziana di buona famiglia (e quindi buona donna lei stessa), durante uno dei suddetti saluti cerca di strangolarlo; lui garbatamente si libera dalla stretta e continua a volerle bene.
Con inusuale modestia, Langone finge qui di non sapere quello che mio papà (che aveva diretto un sanatorio) sapeva bene, e cioè che la mancanza d'aria è una causa di erezione penica e di aumento dello stimolo sessuale.
Evidentemente la puttanella, avvezza a camionisti e idraulici, desiderava aiutarlo a salutarla meglio. Mai mettersi in competizione con camionisti e idraulici, specie se si esercita la professione, sempre un po' apocalittica, dell'intellettuale.
Ma torniamo all'argomento principe. Non riesco a capire bene, anche se lui cerca di spiegarlo, perché Langone collezioni città. Che cosa se ne fa? Capisco un collezionista di quadri: ha una galleria personale, se li guarda, poi li rivende, ne compra di nuovi,
si picca di scoprire giovani talenti. Capisco già meno un bibliofilo, perché non sono feticista. Però capisco che si possa essere feticisti. Ma un collezionista di città? Dove le mette? Nel libro? No, perché dentro il libro c'è posto solo per Langone, altro che città: ed è proprio questo il suo bello (del resto in poche pagine una città non ci sta). Langone non vuole offrirci nessuno spaccato dell'Italia, e fa benissimo.
In qualunque situazione, città, paesaggio, reception, il protagonista è Langone,Langone è la vera notizia. Langone desidera mostrarci qualcosa alla finestra, ma davanti alla finestra c'è lui, Langone. Langone vince con tutti (meno che con la venezianina), Langone è sempre il più intelligente, il più colto, le risposte più acute e appropriate sono sempre le sue. Le pagine su Milano, per esempio, sono dedicate in gran parte a un mio libro, e in quelle pagine ci faccio la figura dello stupido. La sua obliquità mi spiazza, dio mio come sono quadrato.
Non è che Langone sia di gusti difficiliPiacergli è facile, basta un po' di autentica classe. A Riccione incontra ad esempio Aurelio Picca, la miglior penna italiana. Al calar delle ombre i due possono fare molto, a Riccione. Basta ad esempio muoversi da viale Ceccarini, fare un salto dalle parti del Savioli Spiaggia e poi immergersi nella più retorica, nella più russa delle notti, con sigarette spente e cicche spiaccicate sulle tovaglie di «Azzurra» e pistole in fondo a tasche Armani.
Ciò che, alla fine, importa di questa Italia è che è l'Italia di Langone,sempre meglio di quella di Prodi, di Slow Food e del Fai. Amiamola così, per amore di Langone, nient'affatto collezionista di città ma grande giornalista e, in un punto, anche scrittore: quando, anziché vincere, perde. A Venezia (basta che non me la porti a Milano, la fanciulla, per farne una poetessa. Questo sarebbe un po' troppo).
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=105655




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21 luglio 2006

Cap. 83

Da: Hjla Inviato: 20/07/2006 19.55
Beh Sedorf sì. Ci son due facce della stessa medaglia... Son polemica ma poi
mi spiace davvero tanto, vedo nel web di queste dinamiche continuamente
son energie sprecate....... sembra di essere bersagli di proiezioni psicologiche...serie...
meglio stemperare... mi pongo sempre il problema di quello che davvero uno si vive...
al di là della scatola...... sento tante sofferenze reali sublimate con la ricerca di dove sbaglia uno e di dove sbaglia l'altro.....per sentirsi vivo... eppure le sofferenze che si avvertono non finiscono mai.... te le spiattellano addosso continuamente...
insoddisfazioni e rancori inutili... com'è inutile questo tipo di interazione...
raffiche senza senso.....
son troppo cruda e nuda lo so, ma è ormai sera, la mia parte l'ho fatta
auguro ogni bene a chiunque, al di là delle sciocchezze

http://www.publiweb.it/midi/t/the_age_of_aquarius_mid.html

When the moon is in the seventh house,

and Jupiter aligns with Mars

Then peace will guide the planets,

Love will steer the stars;

This is the dawning of the age of Aquarius,

Aquarius, Aquarius…
Harmony and understanding,

Sympathy and trust abounding.

No more falsehoods or derisions,

Golden living dreams of visions,

Mystic crystal revelations

And the mind’s true liberation

Aquarius, Aquarius…
When the moon is in the seventh house,

and Jupiter aligns with Mars

Then peace will guide the planets,

Love will steer the stars;

This is the dawning of the age of Aquarius,

Aquarius, Aquarius…
http://www.associazionedreams.it/musical_hair_associazione_cultur.htm#aquarius

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Male inevitabile, la Commissione AntiMafia, danno minore, un presidente di Rc.
Il magistrato Di Lello ha fatto parte, oibò e hip hip urrà, del pool Caponnetto dei Sarti, Burgnich, Falcone,Tagnin, Guarneri, Borsellino, Ayala,Corvo.E ha il giusto premio per aver presentato per primo, la prima cosa che gli è passata per caso e venuta in mente, il primo atto da parlamentare neoeletto, il disegno di legge istitutivo,teso a rinnovare per altri cinque anni l'ergastolo a vita dell'emergenza dell'antimafia,della Commissione.
Anche il dibattito breve che ne è seguito su usi e abusi preventivi e in preventivo è già terminato, si può procedere senza indugi sperando nello Stellone che sia più inutile che con manie di grandeur.
Cosa manca ancora ?
Ah si, stigmatizzare gli stigmatizzatori del mercato delle cariche, per l'occasione chiamato vacche.Non capisco, non fingo retorica, proprio non ci arrivo, come si possa pensare di governare senza mettersi ai comandi e come si possa pensare di stare in una coalizione che vive e vegeta in un sistema bipolare senza contrattare politicamente la spartizione.E'vero, non prendiamci per i fondelli, non serve specificare il regime elettoral-parlamentare,il Cencelli l'hanno inventato già i Padri della Patria, quei proporzionalisti.Sicuramente capisco che si possa anche governare senza l'Antimafia.
Ma non sono sicuro invece che fosse quello il senso della strada dove ti porta la purezza.
Magari è ancora più sporca di come e quanto immaginassi, volevano dare la Commissione Antimafia in mano a un moderato garantista o addirittura, per fare tanto british e poco vacche, ad un membro dell'opposizione.

'Sti parrucconi dell'Età dell'Acquario.




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21 luglio 2006

Cap. 82

Ve l'avevo detto che siam condannati a ripetere sempre la solita solfa, a seconda dei ruoli e degli interessi da svolgere, che tu sia prima governo e poi opposizione, prima er meio figo del bigoncio dei puri e poi tu debba difendere per i casi tuoi la meglio posizione e purezza dello zozzo,fidatevi, ve lo dice un garantista ergo servo dei poteri, ovunque si vada a parare ripetiamo la stessa solfa di chi ci ha preceduto a quel posto scaldandoci la sedia.Perciò prendiamo fuoco.E' quel calore lì.

 
Andrea's version

Freniamoli, frenateli, facciamo qualcosa, perché l’intenzione è buona ma lasciati da soli rischiano di prendere una brutta china. Parliamo a ragion veduta, ne sappiamo qualcosa, noi, dell’elogio dell’Impuro. E’ che ieri Repubblica faceva impressione. Il tempio dell’etica, della superiorità morale, della coscienza, della coerenza senza se e senza ma, che trasudava realismo. Massimo Giannini: “I Caruso e i Cannavò, i Bugio e i Regolo, le anime belle che vivono di puri principi e di assolute certezze, applicano la loro consueta logica rovesciata”. Claudia Fusani a Paolo Cacciari: “Si è dimesso per un problema etico e di coscienza? La politica non sempre ha queste priorità”. Michele Serra: “Che cosa è peggio? Deludere se stessi, macchiare la propria immacolata concezione della politica, o mettere nei pasticci una maggioranza? In politica tra l’altro, come nella vita, ‘purezza’ è un concetto fortemente sospettabile di razzismo. Meglio impuri”. Minchia, se siamo d’accordo. Ma andateci piano. Vogliamo tutti insieme, come secondo passo, limitarci alla fondazione del circolo: “Lo zozzo giustifica i mezzi?”.
 
E ora vi lascio che vo a mangiare al posto mio.
Sennò mi si fredda.
---
 
 
Una lettera non qualunque a un giornale non qualunque spiega meglio di qualsiasi tomo di Schopenhauer la poesia dell'incomunicabilità.
La missiva recita che sulle recenti vicende il governo d'Israele fa un uso sproporzionato del cinismo.Ora sapendo chi l'ha pubblicata si sa come interpretarla, però volendo si può anche leggere si da destra ma verso sinistra.
E quindi un lettore non qualunque se ne aspetta il verde ai suoi semafori preferiti andandosene di questi cazzabubboli.
Che poi si sa come succede, che prendi in un altro ambiente, basta il contesto extraautomobile, la lettera di Alatri e scopri che sta scritto che è il governo italiano a fare su Israele uso di cinismo sine proporzioni.
Una ipotesi campata in aria, dunque, quella di prima quando eravamo attenti alle sorti del mondo e sicuri di aver colto la verità, almeno di un trafiletto, visto che il relativismo esiste ?
Quella era giusto quella che si può ben definire una ipotesi veritè, di Dio qualunque.
--
 
Comunque il piatto più buono che ci sia quando ci si nutre di anonimi panini, non per il contenuto quanto per la confezione, nessuno li incarta nella carta colorata ad esempio, è piccole penne che crescono al dente in frigorifero con il basilico e gli odori leggendo magari Arsenale Antifascista.Però il pranzo è servito solo nel piatto di Disney, che alla fine mangi anche perchè vuoi vedere se la figura di fondo è Pippo o Pluto o Paperino.Che volete di più, sorpresa e multicolor a fronte del bianco e nero della vita.Questa si che è una reazione proporzionata.




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21 luglio 2006

Cap. 81

Finalmente ho capito chi è, meglio dove avevo già visto prima la biondina amante del reality con tette grosse fidanzata al bravo ragazzo che sogna solo di sposarla e che lei tradirà o sarà fortemente tentata dal farlo, e conoscendo gli sceneggiatori della serie sicuramente lascerà, del Posto al Sole versione voi ggiovani.Sicuro, faceva, fa la pubblicità del mobilificio non so più quale con Gigi Sabani, quella che vuole che Gigi la porti 'ncoppa a Posillipo e lui invece potendo scegliere va a chiedere due sconti sul prezzo da pagare alla stabilità e alla serietà della famiglia italiana.

Finalmente ho visto il dvd di "Romanzo Criminale".M'ero appostato a proposito e alla fine ce l'ho fatta.L'audio dei film di Blockbuster è da film cecoslovacco.Il linguaggio fatto adoperare da Placido ai bad boys della Magliana è il romanesco stretto, quello che si ciancica tra denti perchè Roma è l'Impero e ha già visto tutto quello che c'era da vedere.L'unico che ogni tanto senti è Accorsi che fa il commissario che strilla, persegue a moderata intensità, più che altro l'amante dell'ultimo boss, e fa durante e alla fine carriera simulando non gli stia, forse, bene con gran dignità.Poi Placido per compensare il villone amerikano à la Scarface e le dinamiche da Good Fellas, dice nel commento che è un cavallo di ritorno copiare Tarantino e De Palma che hanno copiato "La Polizia che s'incazza", pensa che si debba parlare tutto il film, come un film cecoslovacco.Il rimedio però c'è.Dovendolo rivedere due volte, la seconda metti i sottotitoli in italiano.Il personaggio migliore, aveva ragione la critica, non biasimatela sempre perchè fa snob, Carenza, l'ex Movimento Studentesco divenuto poi Rimbaud e chissà socialista, tra la ricerca di Aldo Moro ai traffici di armi, è l'unico del tutto inventato.E l'unico che non dice aò.
Finita la visione, ti riaccendo la realtà corrente.E ti ritrovo i '70, quelli veri della vera Banda della Magliana al netto di romanzi criminali, un filmone con il Merola tra Napoli e la Tiburtina di commercianti taglieggiati e stupri come ultimi avvisi di pagamento di vergini sanguinolente con tanto di acuti e sangue che cola sui sedili.Fantastico, di fantasia più di Carenza il finale con mattanza criminale della città onesta che s'incazza.Però l'audio almeno è buono.






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20 luglio 2006

Cap. 80

Ci hanno rotto i giocattoli, certo.
Ce li stanno rompendo senza soluzione di continuità, uno alla volta.
Prima quello del dalli alla nazionale mediocre che è senza infamia e senza lode, costringendoci con la questione morale dal Riformista al Romanista a stringerci a coorte intorno alla Banda Lippotti.Con tanto d'acquisto di bandiera, che non succedeva da quando per la semifinale d'Italia '90 me ne fabbricai una biancoceleste per tifare l'Argentina.
Poi il danno irreparabile d'immagine al Tour, proprio non me la sento di rinunciare a "Prima o poi divorzio" su Italia Uno per lasciar scorrere sullo schermo Bulbarelli e Cassani alla (Ex) Gran Bouicle.
Per fortuna che qualche giocattolo ancora c'è.Me ne vado in Spagna, con l'immaginazione, dove non buttano mai niente, men che mai i bambolotti.Mica per Zapatero.Per i nuovi e questa volta vincenti Galacticos del Real Madrid di Cannavaro, Emerson e Capello.Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo dove si può e te lo lasciano essere. 
-----

Caro Camillo Langone, ho ordinato nella mia libreria preferita il suo libro di viaggi.
Spero di leggerlo prima di morire.
O di iniziare a ricominciare a viaggiare, che è l'istesso.
Nel caso inizierò dall'ultima pagina come Harry che si presenta come amico a Sally.Comunque non si preoccupi per la mia sorte.Non andrò molto lontano.La libreria sta praticamente sotto casa.
Gliel'avevo premesso che è la mia preferita.




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