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Dalla parte della Reazione


5 aprile 2007

Dalla parte della Reazione- cap. 1, il Terzismo-

 

Spie di carta

Da Defoe a Greene, ovvero il doppiogioco del corsivista politico indipendente
Secondo Donald Rumsfeld l’80 per cento delle informazioni di cui Al Qaida ha bisogno si può ottenere con un laptop leggendo la stampa mondiale on line sulle montagne di Bora Bora. Durante la Rivoluzione culturale, quando l’Occidente rimase completamente all’oscuro, le notizie sulle convulsioni che accadevano in Cina si potevano ricavare, riferiscono fonti bene informate, leggendo la stampa cinese dedicata ai temi dell’agricoltura e i suoi riferimenti indiretti alla crisi nella produzione di derrate alimentari. Giornalisti inconsapevolmente complici forniscono l’80 per cento delle informazioni ai governi amici e nemici. Il restante 20 per cento del puzzle viene completato reclutando complici consapevoli. I giornalisti possono anche essere usati come esche per il controspionaggio. Ritenendo, senza poterlo provare, che Kim Philby fosse un agente che faceva il doppio gioco, l’MI6 lo inviò a Beirut come corrispondente per l’Observer e l’Economist. Quando il Kgb lo fece sparire in Unione Sovietica, l’MI6 si convinse che Philby aveva confessato e che gli era stato riconsegnato
come un agente che faceva addirittura il triplo gioco.
Tutto questo non avrebbe sorpreso Daniel Defoe, che fu non soltanto il fondatore del moderno giornalismo scandalistico, ma usò questa “professione” peripatetica e investigativa come copertura. Imprigionato per diffamazione nel 1702, quando aveva già 42 anni, una moglie e sei figli da mantenere, Defoe fondò da dentro il carcere il “Review”, che, uscendo tre volte alla settimana per dieci anni, rappresentò una pietra miliare del giornalismo. Defoe scriveva personalmente tutto il giornale, trattando ogni argomento, e, sebbene si presentasse come un commentatore politico indipendente, si mise, in cambio del suo rilascio, al soldo del ministro tory Harley, apparentemente suo nemico. Per conto di Harley, pur continuando a occuparsi della sua rivista, Defoe fece nel 1705 due viaggi all’interno dell’Inghilterra, nel corso dei quali verificò le affiliazioni politiche dei personaggi più importanti, incontrò la comunità dissidente dei protestanti non anglicani e organizzò una rete di agenti. Dal 1705 al 1707 Defoe soggiornò in Scozia lavorando sotto copertura della sua professione di giornalista per convincere il Parlamento scozzese ad accettare il decreto del 1707 che ne stabiliva l’unione con il Parlamento inglese. Dopo l’ascesa al trono di Giorgio I nel 1714, Defoe, su istruzione del governo, si infiltrò in un settimanale pro Stuart, e si ritirò dal giornalismo soltanto nel 1722, dopo essere stato smascherato.
I “criptocomunisti” segnalati da Orwell
Giornalista investigativo per la Civil and Military Gazette di Lahore nel 1882 e per il Pioneer di Allahabad nel 1887-9, Rudyard Kipling fu il solo inglese capace di parlare russo tra gli inglesi inviati sulla frontiera nordoccidentale per “osservare” il Kyber Pass durante il Grande Gioco, come racconta in “Kim”, il romanzo che ispirò la creazione dei servizi segreti inglesi e americani.
Fu un giornalista del Times a stanare per primo Kim Philby, ma anche a rassegnare le dimissioni dal servizio segreto pur di non denunciare il suo amico. Questo giornalista era Graham Greene, il quale, mentre si trovava a Oxford, aveva offerto i suoi servigi come spia allo Stato irlandese libero, ai tedeschi, ai francesi e all’Unione Sovietica. Era un personaggio “di razza” perché suo cugino faceva la spia per Franco e suo fratello a Berlino come corrispondente del  Times. Fu sua sorella a reclutarlo nel servizio segreto britannico nel 1941, per il quale svolse un ottimo lavoro in Portogallo facendo ai tedeschi ciò che in “Il nostro agente all’Avana” viene fatto agli inglesi.
Ian Fleming era stato corrispondente della Reuters a Mosca e in Germania prima di divenire assistente dell’ammiraglio Godfrey, direttore del servizio segreto della Marina, ed essere poi mandato a Washington nel 1941 per “dare nascita” alla Cia.
Tom Driberg, che scriveva per il Daily Express con lo pseudonimo di William Hickey, era il giornalista di gossip più  famoso negli anni Trenta, e divenne anche presidente del Partito laburista nonché membro del Parlamento. Reclutato dal MI5, divenne assistente del segretario generale del Partito comunista fino a quando nel 1941 fu smascherato come “talpa” da Anthony Blunt. Ciò non gli impedì di continuare a fare la spia per il Kgb e i cecoslovacchi e di andare a trovare il suo amico Guy Burgess a Mosca. Fu questa profonda penetrazione sovietica nella vita culturale inglese a fare di George Orwell una spia inglese e a convincerlo a fornire una “lista di giornalisti e scrittori che, a mio giudizio, sono dei criptocomunisti”. Nella lista c’erano i nomi di Cecil Day Lewis, Michael Redgrave, G. B. Shaw, Sean O’Casey, John Steinbeck, l’amante di Sam Beckett, Nancy Cunard e, non sorprende, di Tom Driberg.
Nell’inglese colloquiale i giornalisti sono chiamati “hacks” (imbrattacarte); la stessa parola si usa per le prostitute e i tassisti.
G.Ferrara




permalink | inviato da il 5/4/2007 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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