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ricchiuti


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9 giugno 2008

Avrà pure gestito la Juve

Con una "etica da dittatura sudamerikana".
Ma, nei forum tra tifosi, di Moggi almeno si dice che Trezegoal oggi lo scambierebbe solo con Ronaldo. Cristiano Ronaldo.
Non certo con Quagliarella.
Almeno ? Questo a mio avviso basta e avanza.




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20 luglio 2007

Quello che dicono invece a Colombo

 
Andrea's version

Al documento sottoscritto dai 160 per Walter Veltroni, è giunta tempestiva una risposta. “Appello nazionale in sostegno alla candidatura di Furio Colombo. Fare un’Italia nuova, riunire gli italiani. Ridare fiducia al paese, farlo crescere lungo la via dell’innovazione, della libertà e della giustizia sociale, combattere il berlusconismo in tutte le sue forme, varare una legge sul conflitto d’interessi. Aprire ai giovani, strappandoli a precarietà e incertezza, fare riforme radicali e realistiche. Animare una politica capace di superare le contrapposizioni esasperate, di riconoscere i buoni argomenti di ognuno, di mettere al primo posto il bene comune. Sono queste le ragioni del nostro sostegno a Furio Colombo, sono queste le ragioni che Furio Colombo ha incarnato in un’intera vita. Questa la sua missione, questo il senso della sua guida del Partito democratico, un partito nuovo e aperto a tutti, per un’Italia unita, moderna e giusta. E pettinata”. Firmato: l’Associazione Nazionale Acconciatori e Parrucchieri Coraggiosi.
(20/07/2007)




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13 luglio 2007

Ecco la sinistra Marcenaro, imparate, o borghesi, come si fa il culo ai padroni

Nb Il grassetto è fantastico. Nel caso non l'abbiate capito, come non lo avete capito abituati ai D'Avanzo e ai mattinali di questure ed intercettazioni, ai domanda risponde ed agli editing nomi-cose-frutti-fiori-città-sole-cuore-amore degli appuntati Cascione, lì vi sta dicendo che Gianni Agnelli, nel mentre decantava le Tod's, era già in fin di vita.
Andato.
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Andrea's version

Così, mica per altro, solo per non lasciar cadere le stimolanti riflessioni di Serra e Lerner sulla destra puzzona dei Fiorani e dei Corona. E’ ripensando a quel mondo cafone che viene in mente, per contrasto, il dottor Diego Della Valle. E rivedi allora la sua pochètte, rivedi il Marlin, la barca che fu dei Kennedy e pilotata ora con maestrìa dal principe delle calzature del Piceno, rivedi la Ferrari rossa costata sette-ottocento miliardi di euro e non tanto per il prezzo, è la filante eleganza che conta. E’ la villona di Capri, è la grazia con cui ha sfilato la Fiorentina a quel bamba del Cecchi Gori, la tenacia con cui si conquistò la B, per non parlare della A, è la leggerezza che non si ostenta, è il golf di cachemire viola allacciato sulla giacca, o la leggiadria con cui lui e Luca siedono sul Corriere della Sera. E’ tutto questo. E’ l’elicottero con cui plana non allo stadio, in fabbrica, davanti ai dipendenti. E’ quella sera che l’Avvocato, da Vespa, già con l’orologio sulla fronte e la cravatta sulla schiena, mise anche le scarpine con 133 puntini sotto la suola sinistra. Più 133 sotto la destra. E per Diego fu il trionfo. E tu ti dici, come Gad e Michele: questa è la mia borghesia, che cazzo c’entra Ricucci?

(13/07/2007)




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12 luglio 2007

Riprendiamo le buone vecchie abitudini, azzanniamo per interposta firma pure qualche potente ogni tanto e non i soliti stracci

Andrea's version
 
Così, mica per altro, solo per non lasciar cadere le stimolanti riflessioni di Serra e Lerner sulla cosiddetta destra puzzona dei Fiorani e dei Corona. Su quel mondo cafone, e indubitabilmente cafone, cui essi contrappongono un mondo raffinato e signorile. Ricordo l’entusiasmo, l’estasi, direi quasi il fervore, con cui Lerner e Serra salutarono l’avvento in Confindustria di un maturo ragazzo cresciuto all’ombra di Agnelli. Che sostituì il terrone D’Amato, supposto cafone di turno che fabbricava scatole. Ricordo quando Cesare Romiti, sarà stato l’85, aveva dichiarato: “Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno all’Avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l’altro alla Cinzano”. Ricordo che lo disse sulla prima pagina di Repubblica. Ricordo che il maturo e raffinato ragazzo cresciuto all’ombra di Agnelli, e dirottato in Cinzano, disse: “E’ vero, ho sbagliato, per favorire il contatto con Gianni Agnelli mi sono fatto dare ottanta milioni nel cofanetto di un libro vuoto di Enzo Biagi”. Ricordo che a quel ragazzo venne affidata in seguito l’organizzazione di Italia ’90. Che non fu un trionfo di eleganza. Ricordo che impalmò una signora di quelle che i Serra e i Lerner sono soliti definire “attricette”. Ma non la definirono così, in quel caso. Né mai. Per una volta, giustamente. Ricordo quando un libro di Oliviero Beha, che raccontava il tutto, venne boicottato da Rcs nel cui consiglio d’amministrazione sedeva e siede quel signore di un ragazzo. Il quale indossa, peraltro, dei foularini che personalmente mi fanno impazzire.

(12/07/2007)

 




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17 giugno 2007

Fare il contropelo al Gay Pride è utile, anche se ci avran già pensato loro

 Andrea's version
Osservazioni abusive e di passaggio sul Gay Pride. Prima osservazione. Particolarmente spassosa la raccomandazione dell’onorevole Luxuria di non presentarsi in topless. Lustrini sì, piumette sì, calzemaglie a piacere, ma guai a presentarsi in topless. Esortazione in particolare spassosa inquantoché dimostra come resistano le tradizioni. Tradizioni centenarie, ma non c’è verso, ogni volta che questi vanno in Russia, gli piglia di reprimere qualcosa. Seconda osservazione. Fantastica dichiarazione del ministro Pollastrini che ha tenuto a specificare alle omosessuali e agli omosessuali italiani come il patrocinio del governo non si estenda “né al corteo né alla piattaforma della manifestazione, ma è limitato agli eventi culturali e sportivi che precededono la manifestazione”. Per capirsi e non illudere i nostri amici gay . Governo e Pollastrini patrocinano esclusivamente i preliminari.

(16/06/2007)




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4 maggio 2007

Formidabile (lui, non quegli anni )

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Marco Travaglio e Michele Serra hanno ragione. Sono giustamente indignati, in quanto elettori del centro-sinistra, ma di più, in quanto cittadini, che il loro ministro della Giustizia abbia nominato come direttore generale l’onorevole dell’Udeur, ex Forza Italia, Gianpaolo Nuvoli. Quello stesso Nuvoli che, nel 1994, dichiarò: “Qualora il procuratore Borrelli fosse condotto alla forca, io sarei in prima fila per assistere soddisfatto all’esecuzione”. La frase si commenta da sé. E che ad amministrare la giustizia arrivi ora chi la pronunciò, consolante non è. D’accordo. Punto. Se poi Serra e Travaglio lo consentono, c’è un secondo motivo per cui provare imbarazzo. Riguarda un po’ il carattere. Quel modo sempre ambiguo, doppio ed elusivo che questi omuncoli democristiani, ex di centrodestra, non riescono a evitare mai, neanche facendo i ganassa sulle forche agli avversari: quel qualora… se fosse… allora… in quel caso… sarei in prima fila per l’esecuzione… Povero Nuvoli, tutta una vita col condizionale. I tipi fieri come Travaglio e Serra sono di tutt’altra fibra. Non è che sarebbero andati, loro andavano. O che avrebbero applaudito. Applaudivano. Tra un morto e l’altro, d’altronde, sferruzzavano.
(04/05/2007)




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31 marzo 2007

Monumentale

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Ormai sarà un mese. Non scrive più. E noi si vive di abitudini, purtroppo. Ci sta pigliando l’ansia. A cosa sta trafficando, Giuseppe D’Avanzo? Lavora? Passa il tempo? Si diverte? Cos’è questo silenzio? Starà controllando tutti gli italiani di destra, dna dopo dna, al fine di individuare quello che se la spassò sul panfilo di Capri con l’americano super ricco e il supertrans? Se ne sarà fuggito alle Maldive con la Carla Del Ponte? Sta lavorando all’organigramma per le questioni di giustizia del nascente Partito democratico? Svolgendo, come già Francesco Greco con Guido Rossi, il suo corso di vela con Gianni De Gennaro? Che ci sta combinando, D’Avanzo? Sta ordinando le carte per un Dico a sorpresa con Carlo Bonini? Sta seguendo un corso presso l’Fbi per aspiranti vicedirettori? Si morde le mani che gli Abu Omar sempre a lui e le Gregoraci tutte a Woodcock? Qualcosa di clamoroso con Pollari? Ezio Mauro ci ha escluso categoricamente che il sesto talebano consegnato a Dadullah possa essere lui.
(31/03/2007)




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20 marzo 2007

Formidabile

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A parte Mastrogiacomo, della cui sorte sono felici a prescindere anche gli stronzi come noi. A parte l’autista, che intanto facciamo un po’ di demagogia anche qui. A parte l’interprete, che comunque vada ce ne faremo una ragione. A parte che mi sono sorbito Giorgino al Tg1 e a tutto si dovrebbe porre un limite. A parte che, succhiato che tu ti sia Giorgino, succhiarti pure la Botteri forse è troppo. A parte che, succhiato che tu ti sia Giorgino e la Botteri, succhiarsi gli altri può sembrare un sollievo. A parte Gino Strada, che da domani Dio ci scampi. A parte i cinque tagliagole di nuovo in giro che va bene l’uovo oggi, ma c’è sempre quel dilemma sulla gallina che incombe. A parte che si può sempre sperare che gli americani li ripiglino. Poi che noi li rimettiamo fuori. Poi che loro li ripiglino. E che questo è il bello delle alleanze non banali, anzi un po’ movimentate. A parte di nuovo Gino Strada. A parte la conferenza di pace coi talebani che sarà senz’altro un successone. A parte la politica estera, che alla fin fine chissenefrega, dite un po’. Riuscite a sopportare l’idea che Repubblica oggi venderà il doppio del Corriere?
(20/03/2007)




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3 marzo 2007

Un articolo perfetto. Per davvero.

Andrea's version

Un articolo perfetto, ieri. Capita di rado la lettura di articoli perfetti come quello dove Alberto Statera signorilmente inorridisce di fronte agli imprenditori ladri (probabilmente) ma di sicuro cafoni. Tipo Danilo Coppola, passato “dalla borgata Finocchio al palazzo settecentesco di Mediobanca, passato da Torpignattara al Lingotto, accanto ai Canaletto e ai Gustav Klimt collezionati in una vita da Gianni e Marella Agnelli”. Dicasi in una vita, signora mia. Ha infilzato tutti i parvenu e tutti i grandi cafoni, Statera. Uno dopo l’altro. Da Ricucci a Ligresti, da Ventriglia a Zunino, da Farina a Sindona e da Dell’Utri a Fazio. Anche il figlio di Dell’Utri, ha infilzato, colpevole nientemeno, “di aver distribuito un film della signora Ricucci, alias Anna Falchi”. Un articolo davvero perfetto. Dove infilzando l’ennesimo cafone, vale a dire il banchiere Guido Calvi, Statera ha enumerato con vigorosa professionalità tutti coloro i quali con Calvi fecero affari. Il Vaticano, non a caso, lo Ior e la banda della Magliana. Non ha commesso errori, Statera. Egli ha evitato con consumata perizia la facile trappola di infilzare Carlo De Benedetti perché fece sì qualche affare con Calvi, ma cafone non era.
(03/03/2007)




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18 gennaio 2007

Nel piccolo

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Nel nostro piccolo abbiamo apprezzato la dichiarazione di Prodi secondo cui l’allargamento della base Usa di Vicenza “è un problema non di natura politica ma urbanistica e amministrativa”. Così come abbiamo apprezzato l’affermazione del suo ministro degli Esteri alla Stampa di ieri: “E’ importante la valutazione che verrà fatta in sede locale, c’è solo il problema dell’impatto socio-ambientale e urbanistico per Vicenza”. Sono posizioni lungimiranti e responsabili, figlie di un rapporto con le municipalità, cioè con le istanze più vicine ai cittadini, nel solco di una nobile tradizione di sinistra che concede opportunamente l’ultima parola ai comuni della Val di Susa per quanto riguarda il trasporto merci, a quello di Scansano per le scorie nucleari, a quello di Vattelapesca per i rigasificatori, e gli esempi potrebbero sprecarsi. Stupisce semmai, in questa politica chiara di valorizzazione dei campanili, la vigorosa protesta di Prodi e D’Alema per i bombardamenti americani in Somalia: non risulta infatti nessun ordine del giorno del comune di Mogadiscio a proposito di un loro eventuale impatto urbanistico.
(18/01/2007)




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