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Diario


22 gennaio 2008

L'air du temps e lo scoiattolo Cippi (che ancora imperversa)

 

Colitici di tutto il mondo, unitevi!

Sembrerebbe questo il motto che si ricava dal celeberrimo spot pubblicitario che reclamizza una nota marca di gomme americane . Il protagonista indiscusso è lo scoiattolo Cippi. Il bosco brucia senza speranza di salvezza per nessuno. L’aria è torrida e irrespirabile. Cippi si arrampica velocemente sul ramo più alto e, come Braccio di ferro fa con gli spinaci, si mette in bocca la gomma masticando avidamente. In un attimo, il miracolo: la zampa sollevata e dal basso ventre una potente, rumorosa, duratura, soddisfatta emissione di gas. In pochi secondi non solo doma le fiamme cruente ma scatena un fenomeno di nuova e agognatissima glaciazione. Tutto è, adesso, non dico lusso (ci mancherebbe) ma calma e voluttà.

Molto astuta l’idea dei pubblicitari che hanno inventato questo spot: mettere a profitto la latente paura delle trasformazioni indotte nel pianeta dall’effetto serra. Cippi è il nuovo eroe che salva il mondo dal male. Produce peti e petazzi con autocompiacimento prolungato invece dei muscoli e pugni di Braccio di ferro. E intanto la chewing gum ha sostituito il vegetale ferroso più nutriente della Terra. Una perfetta sintesi per immagini della storia più recente dell’occidente, insomma, quando è vero che le discariche sono il vero business dei nostri giorni.

Lo spot continua glorioso e il prodotto trionfa sul mercato mentre a Cippi, il più incallito ventriloquo anale conosciuto, viene addirittura dedicato un sito, dove i bambini, mouse alla mano, hanno la possibilità di giocare sfrenatamente, fermi per sempre a quella che i freudiani continuano a chiamare “fase anale". Il prodotto trionfa sul mercato, dicevo, mentre c’è da giurare che i nostri nonni avrebbero immediatamente smesso di richiederlo a baristi e tabaccai: se non altro, per un sicuro sospetto di fiato cattivo.

Invece oggi che succede? La celebrazione di odori che arrivano da cavità che sono assolutamente antipodiche a quella orale.

Ricordo che all’epoca in cui Costanzo nel suo salotto inaugurò la stagione delle liti sguaiate, degli insulti e delle grida, i giornali parlavano di “tempo dei narcisi”. Dagli intellettuali narcisi si passò poi ai derelitti dei reality show e di quelle trasmissioni in cui si ha l’impressione che i poveri everyman catapultati sullo schermo finiscano per credere davvero alla parte che di volta in volta gli si fa recitare con copioni preparati alla bisogna.

Quanto ci si sbagliava…

Ora lo sappiamo: non era il tempo dei narcisi che incominciava, ma l’epoca delle feci beate che continuano a rotolare dal grande schermo senza che se ne avverta il puzzo, anzi: magnificandone l’odore.

Feci e feticismo: invito tutti i pensosi intellettuali a riflettere sul nesso ontologico e linguistico di questa endiadi.




permalink | inviato da la spigolatrice il 22/1/2008 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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