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Diario


25 luglio 2007

UICHELIN- MAI PIU' PIATTE



MAI PIU' GOMME PIATTE- CAMBIARE GOMME E' SEMPRE PERICOLOSO


...
6) scendo dal marciapiede e mi accorgo che qualcosa non va. E infatti ho una gomma a terra. Ora: non vi pare che avrebbero dovuto saltarmi i nervi? Invece no: accosto e telefono a lei, che sta vagando per l'Umbria e le spiego che ho una gomma a terra. Lei un po' ride con me e poi dice: dai, cambia la gomma. Oppure chiama qualcuno. E io penso che non so dovemminchia sono e che la vodafon non mi ha ancora ricaricato il telefono.
Litigo col cric per un tot (avete mai visto una bionda in tailleur e tacchi di notte alle prese con un cric? guardate che è un'esperienza da vedere, prima di morire).
Lei mi dice: allenta i bulloni.
Ma quanto sono duri quei fottuti bulloni?
Mi rompo un'unghia e mi ungo totalmente di sostanze sicuramente nocive alla pelle.
Finché passa uno...
7) Eccolo:
- Hai bisogno di una mano?
- Eh, sì, grazie...
- Però poi mi accompagni alla prima fermata della Metro?
- Va bene. Ma non sei pericoloso, vero?
(Mi guarda. Lo guardo e dico: questo con questa faccia non può lombrosianamente essere pericoloso. Davvero: ha la faccia da...)
- Sono un tecnico informatico, lavoro a Padova, sono di Venezia ma ora sono qui in trasferta.
7) Mi cambia la gomma, decido di non abbandonare il cerchio in lega lì dove sono che non so dove sia, lo carico in macchina, mi devasto i pantaloni e il sottogiacca e faccio salire quello che è sì il mio salvatore, ma che rimane anche tutto il resto. Tra cui un estraneo nella notte)
8) Mi sparo con il suddetto tuuuuuutta la tangenziale ovest perché non poteva stare chessò a San Siro, no: doveva stare a Famagosta...
E intanto mi accorgo che porcadunatroiaporca mi manca la mia borsa di tela di Arezzo wave che stava sul sedile. E dentro, merda, c'erano un paio di tacchi neri e porcadunatroiaporchissima la mia trousse da viaggio. Con dentro il contornoocchiantirughe di Dior che è la cosa più costosa comprata nell'ultimo mese.
10) Io intanto continuo a ripermi che non può umanamente succedermi nient'altro.
9) Arrivo a Famagosta e al semaforo il suddetto mi dice:
- Ah, siamo arrivati: quello è il mio albergo.
- Bene, grazie di tutto, allora. Ti conviene scendere ora che il semaforo è rosso...
(Non è per cattiveria che non mi sono accostata: ci siamo orientati alla fine, quando l'albergo e la sua insegna verde ci sparavano davanti. Lui è titubante. Troppo titubante)
- Senti ma non ti conviene dormire qui stanotte così domattina sei già a Milano?
- .............................................
- Allora che ne dici, rimani a dormire qui?
- Uh, scusa... stanno suonando quelli dietro. Grazie e ciao...
- Dai ma almeno chiamami, ti lascio il mio numero....
(Prendo questo fottuto numero mentre quelli in fila dietro stanno per scendere con le spranghe)
- Come ti chiami?
- Silvano.
Eccola l'illuminazione: avete presente Silvano di Camera cafè, quello sfigato??? Ecco: identico.
Gli apro la portiera e sgommo per quanto si possa sgommare con una ruota di scorta.
10) torno a casa guidando a 70 all'ora per una strada che di solito faccio a più del doppio e finalmente arrivo tra le mura amiche di casa mia.


permalink | inviato da il 14/9/2005 alle 1:39










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