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23 luglio 2007

Veniamo da lontano

20 luglio 2007
Veniamo da lontano

di Ricchiuti 


Io non ho mai appartenuto alla retorica di Carlo Giuliani. Troppo condizionato dall’aria di conflitto armato tra armati e disarmati. Dall’ambiguità della guerra. Dall’ambiguità dell’aggressione e della morte trovata da uno che sta compiendo una aggressione. Seppur sproporzionata, ridicola, un estintore estemporaneo contro una postazione ed un addestramento militare. Quasi comica. Come certo faceva un po’ schifo sapere come gli fossero passati sopra due e tre le volte per rendere credibile un provvidenziale simulare. In favore del collega.

Lo fanno spesso, è umano, magari anche Raciti è fuoco amico. E chi se la sognerebbe mai di prendersela con Placanica, di odiare i semplici soldati? A patto che non si chiamino Priebke e non si abbia la coscienza sporca, sasso tirato e mano levata, a via Rasella prima e nel compilar la lista alle Ardeatine poi. In fondo penso che, sopite le giustificate giustificazioni della ragione alla fine quel che vale adesso, oggi sei anni dopo quella morte inutile, sia proprio l’altrettanto inutile esternare la onesta grettezza di quel che sento. Se non giustizia, almeno trasparenza e carte in tavola. Se non giustizia, nondimeno onesti con noi stessi in bruta libertà almeno un giorno e poi domani è un altro giorno ancora in disincanto che è un altro tipo di onestà. Un “felice credere nel conforto della parola che svela e che degrada”.
Veniamo da lontano perché siamo una forza che viene dal Passato ma è nella Tradizione il nostro piccolo grande mondo passato, presente e futuro dell’orrore. Sento che nei confronti delle Forze dell’Ordine si sia spinta la gente ad avere lo stesso atteggiamento che inducemmo nei bambini a Yellowstone con gli orsi, che tutti pensavano a Yoghi e Bubu correndo loro incontro fiduciosi e invece i dilaniati non si contarono. Penso che la responsabilità di questo connivente clima culturale di benevolenza per il pulotto buono sia da attribuire al borghesissimo Legge ed Ordine affidato paternamente a dei buon padri di famiglia, partito da lontano si ma propalato modernisticamente e molto più efficacemente oggi dalla televisione e le sue sante divise a fare share. Penso che se la tv ha creato il mito del Maresciallo Rocca, Internet e le sue stronze registrazioni potrà chissà ridurlo alla realtà. Penso che se la Tv ha immortalato la retorica delle scorte, le Emanuela Loi e Vedova Schifani (a pezzettini in teca e pezzettoni in chiesa), oggi sia il caso di non versar più
lacrime e specialmente assegni riportandole al silenzio come per tutte le altre anonime morti sul lavoro. Penso che se dopo mesi e mesi, un ragazzo a Catania stia ancora dentro per non aver commesso il fatto è perché la Casta sta ripetendo l’occultare di quel che ha lei stesso fatto, solo che questa volta su Raciti ci son saliti sopra per errore.

Ho un messaggio per tutti Quelli che, specie a sinistra bene, la polizia, Raciti,
Emanuela Loi, Maresciallo Rocca, di più, Gianni De Gennaro. Facciamo così, che se voi state un (morto) a zero con Giuliani, con la Commissione sul G8 noi facciamo almeno uno a uno.
(E poi si vede, veniamo da un po’ più di ieri)

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Testo originale
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Veniamo da lontano

 

Io non ho mai appartenuto alla retorica di Carlo Giuliani. Troppo condizionato dall’aria di conflitto armato tra armati e disarmati. Dall’ambiguità della guerra. Dall’ambiguità dell’aggressione e della morte trovata da uno che sta compiendo una aggressione. Seppur sproporzionata, ridicola, un estintore estemporaneo contro una postazione ed un addestramento militare, quasi comica. Dalle cronache di regime, certo. Come certo faceva un po’ schifo sapere come gli fossero passati sopra due e tre le volte per rendere credibile un provvidenziale simulare. In favore del collega. Lo fanno spesso, è umano, magari anche Raciti è fuoco amico. E chi se la sognerebbe mai di prendersela con Placanica, di odiare i semplici soldati. A patto che non si chiamin Priebke e non si abbia la coscienza sporca, sasso tirato e mano levata, a Via Rasella prima e nel compilar la lista alle Ardeatine poi. In fondo penso che sopite le giustificate giustificazioni della ragione alla fine quel che vale adesso, oggi sei anni dopo quella morte inutile, sia proprio l’altrettanto inutile esternare la onesta grettezza di quel che sento. Se non giustizia, almeno trasparenza e carte in tavola. Se non giustizia, nondimeno onesti con noi stessi in bruta libertà almeno un giorno e poi domani è un altro giorno ancora in disincanto che è un altro tipo di onestà. Un “felice credere nel conforto della parola che svela e che degrada”.

Veniamo da lontano perché siamo una forza che viene dal Passato ma è nella Tradizione il nostro piccolo grande mondo passato, presente e futuro dell’orrore.

Penso che la poesia su Valle Giulia e sbirri potesse farla solo un frocio di regime, violento e spaventato. Sento che nei confronti delle Forze dell’Ordine si sia spinta la gente ad avere lo stesso atteggiamento che inducemmo nei bambini a Yellowstone con gli orsi, che tutti pensavano a Yoghi e Bubu correndo loro incontro fiduciosi e invece i dilaniati non si contarono. Penso che la responsabilità di questo connivente clima culturale di benevolenza per il pulotto buono sia da attribuire al borghesissimo Legge ed Ordine affidato paternamente a dei buon padri di famiglia, partito da lontano si ma propalato modernisticamente e molto più efficacemente oggi dalla televisione e le sue sante divise a fare share. Penso che se la tv ha creato il mito del Maresciallo Rocca, Internet e le sue stronze registrazioni potrà chissà ridurlo alla realtà. Penso che se la Tv ha immortalato la retorica delle scorte, le Emanuela Loi e Vedova Schifani (a pezzettini in teca e pezzettoni in chiesa), oggi sia il caso di non versar più lacrime e specialmente assegni riportandole al silenzio come per tutte le altre anonime morti sul lavoro. Penso che se dopo mesi e mesi, un ragazzo a Catania stia ancora dentro per non aver commesso il fatto è perché la Casta sta ripetendo l’occultare di quel che ha lei stesso fatto, solo che questa volta su Raciti ci son saliti sopra per errore.

Ho un messaggio per tutti Quelli che, specie a sinistra bene, la polizia, Raciti, Pasolini, Emanuela Loi, Maresciallo Rocca, di più, Gianni De Gennaro.

Facciamo così, che se voi state un (morto) a zero con Giuliani, con la Commissione sul G8 noi facciamo almeno uno a uno.

 

(E poi si vede, veniamo da un po’ più di ieri)

 

 

 





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