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Diario


9 maggio 2006

Inattuali del 05-05-06

Accomodatevi pure, dunque.Questa è una rubrica di prepotenza armata.Se ce la fate a prendermi, vi converrà finirmi da non aver mai nemici irriconoscenti seppur graziati in giro.
Io nel frattempo, molto più sobriamente, meno per primo e meno più forte.


E' così grave trovarmi d'accordo con la poetica morale di uno spacciatore ?

E' così grave mentre si ascoltano ampie e ragionate giustificazioni all'insegna del libero mercato, del così fan tutti, del "è un lavoro come tanti", offerte ad ora di cena da un cosiddetto mercante di morte non trovarle disdicevoli e da reprimere bensì ragionevoli e da lasciar vivere ?
Mi è accaduto ieri sera guardando "Un posto al sole", tutto il tempo fatto il tifo per la verità, la giustizia e il libero commercio di stupefacenti e di realismo ed il pieno e libero diritto di cinismo a diciott'anni.Di contro il solito avversario ideologico, una donna e pure medico.La vita nel suo autoculto di sopravvivenza estenuata ad annoiarsi e fare i buoni, salvo complicazioni e se il marito se la beve come deve per rispetto alla sua sensibilità, fino a centocinquant'anni di sani principii.
Le avrei fatto ingoiare la cocaina che m'ha buttato nel lavandino per un suo capriccio legalitario di regime e avrei accettato solo circolari.
°°°
 
Borsino dell'amici:
i Senza Cuore sono più famosi di Gesù Cristo.
E nessun Chapman s'intravede all'orizzonte.
 
Un milione di arabi è fuorilegge secondo i criteri della Piazza che brucia le bandiere d'Israele.Un arabo, se cittadino israeliano lo è perchè costretto e in attesa dei Messia di Ramallah.Un milione di arabi cittadini israeliani che festeggiano Israele è fuori dalla legge divina che vuol solo filistei, fuori dalla legge umana che non prevede riconoscenze o sensi d'appartenenza fuori dalla ragion etnica dei trisavoli e al massimo conosce solo sindromi di Stoccolma, fuori di testa e a rischio rogo dall'Inquisizione che brucia le bandiere d'Israele.E pure gli israeliani, almeno questi che non sono ebrei, a zero rischio d'antisemitismo.Per il loro bene, non possiamo permetterci di odiare degli arabi.Prima che ci succeda dovendo cambiar idea su di loro, rimettiamoli al giusto posto secondo ragione.
 
Il terribile eccitante profilo psicologico dei gerarchi a Norimberga in casa Mieli.Questo il Male sul lettino secondo il salotto buono della borghesia.Cura, sintomo, speranza in ricordare.
L' ex berretto rosso Hitler costola della sinistra che ripete magari come un automa un percorso scritto per gioco e innocente noia da un artista di teatro come Echkart che morto dimentica acceso il motore della finzione che prosegue come se fosse tutto vero; la fascinazione tra carnefice e vittima, con le migliori donne libere di Weimar a far vincere ed amare proprio i loro futuri carnefici di libertà e progresso in divisa da Sa; i soliti ebrei che non fan sconti alle camicie rosse e verdi che portano l'Oriente speculando all'ingrosso sulle brune che li portano ad Auschwitz; l'assassinio delegato e costruito dalle vittime stesse in una sorta di ribellione panica alle stelle sopra e il binario dentro.Embè, tutto questo Sid Vicious l'ebreo della svastica al limone l'aveva capito e Paolo Mieli, l'ebreo della Storia siamo noi, no ?
Se l'uomo si fa una speranza di continuare, non ricorda e non fa ricordare.La peggior condanna per chi sopravvive è vivere.
Solo i vecchi brogli e i ripetuti errori rimasti nuovi ti fanno ragionevolmente sempre continuare a morire.
Va dove ti porta il cuore, Direttore.
°°°
 
Giornata nazionale per le vittime della mala giustizia ?
Lascerei libertà di coscienza.
 
Testo dell''appello
 
GIORNATA NAZIONALE DELLE VITTIME DELL''INGIUSTIZIA
Nel diciottesimo anniversario della morte di Enzo Tortora - vittima d''ingiustizia palese e pervicace, frutto di calunnie sfacciate e di imperdonabili prevaricazioni - lo ricordiamo per la fermezza con la quale affrontò una vicenda assurda e con la quale rese testimonianza di fede nella giustizia vera. Fu esempio di civile impegno, perché ad altri fosse risparmiato il danno, il dolore dell''ingiustizia e dell''indifferenza di fronte ad essa della società e delle istituzioni.
La vicenda di Enzo Tortora fu ed è esemplare. Non averne tratto gli insegnamenti ed i presagi che se ne potevano e dovevano trarre, pesa ancora oggi sulla vita del nostro paese.
Ricordare tutto ciò è doveroso ed utile per tutti ed è da augurarsi sia sempre nel pensiero dei migliori cittadini.
Per questo proponiamo che il 18 maggio, anniversario della morte di Enzo Tortora, la cui salute fisica fu minata da quella sciagurata vicenda che non domò il suo spirito, sia proclamato giornata nazionale delle vittima dell''ingiustizia.
Una giornata in cui il pensiero vada a coloro che, per errore di uomini o per imperfezione e stravolgimento di istituzioni e di leggi, per devianze dalle finalità che la giustizia deve perseguire, sono sacrificati e soffrono, lottando perché sia riconosciuto il loro buon diritto o, invece, vinti e dimenticati, subiscono pene ed umiliazioni che non hanno meritato.
Confidiamo che molti altri cittadini che amano la giustizia si uniscano a noi, sottoscrivendo questo appello e che le istituzioni di autorità pubbliche vogliano accoglierlo, perché a tutti sia indicato un momento di riflessione e di assunzione di responsabilità.
°°°

D’Alema al Quirinale c’è. Come se già ci fosse , signor tutti lo vogliono.Dai comunisti accorti di Rc a quelli più accorti (del direttore ) di Liberazione ai post-comunisti intelligenti per vocazione e benefazione del destino pio come l’inascoltato Giuliano Ferrara dal popolo dei destri stupidi e paurosi.Nientepopodimenochè Rino Formica, antico augusto troskista più affamato di socialismo del Ferrando, viene ingaggiato nelle lettere al Foglio per demolire d’inetto e d’infingardo, pusillanime e mezza tacca quel campione di mezzo riformismo del Giuliano Amato, candidato naturale dei sinistri moderati in Margherita, sino a farlo cadere d’audience precipitevolissimevolmente.Alla gauche di Berlusconi v’è solo un’altra bomba: un altro beneamato Maledetto.

Non sopporto il boicottaggio, l’ostracismo e l’ammutinamento della truppa del Vippone in Fattoria al nostro comandante in carriera, Rannisi il plebeo misogino e tramone siciliano.Pezzi da novanta come Katia nazionale che in carriera e vita per salire han commesso mille e mille porcherie, così san tutti e pare giusto, non possono e non debbono sentirsi vittime di un raggiro rusticano dell’ultimo niente che è arrivato.Cioè possono lamentarlo.Ma, per carità, non anche seriamente pensarlo.La vita imita l’arte ma speriamo che i reality non imitino la coscienza.




permalink | inviato da il 9/5/2006 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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